Banfi, a 85 anni è 'Lino Nazionale': "Agli Azzurri ho dato i consigli di Canà. Mi vogliono bene. Rimpianti? Solo uno..."
di Silvia Fumarola , di Silvia Fumarola"Sarei un cretino se avessi rimpianti", dice Lino Banfi. Il 9 luglio compie 85 anni e festeggia il compleanno due volte perché registrarono la nascita all'anagrafe due giorni dopo, l'11 luglio. "Usava così". Carriera lunghissima, oltre cento film, varietà, fiction, si racconta con allegra malinconia. Reduce da Bolognano (Pescara), dove ha celebrato le nozze della nipote Virginia, è il 'ghost mister' della Nazionale.
Banfi, l'amore del pubblico non è mai mancato ma con questi Europei è tornato protagonista, i ragazzini la invocano, quel 'porca puttena' ha portato fortuna agli azzurri: che effetto fa?
"È una sensazion…
"Sarei un cretino se avessi rimpianti", dice Lino Banfi. Il 9 luglio compie 85 anni e festeggia il compleanno due volte perché registrarono la nascita all'anagrafe due giorni dopo, l'11 luglio. "Usava così". Carriera lunghissima, oltre cento film, varietà, fiction, si racconta con allegra malinconia. Reduce da Bolognano (Pescara), dove ha celebrato le nozze della nipote Virginia, è il 'ghost mister' della Nazionale.
Banfi, l'amore del pubblico non è mai mancato ma con questi Europei è tornato protagonista, i ragazzini la invocano, quel 'porca puttena' ha portato fortuna agli azzurri: che effetto fa?
"È una sensazione bellissima, non mi aspettavo che i giocatori mi prendessero sul serio. Il giorno prima dell'inizio degli Europei volevo chiamare Mancini, ma non mi andava di chiedere il numero. Avevo quello di Chiellini e ho telefonato a lui. Prima pensava a uno scherzo, poi ha capito che ero io. Gli ho detto che volevo mandare al mister un filmatino".
Non sarà diventato tecnologico?
"Ma no, ho chiamato mio figlio Walter e gli ho detto: 'Riprendimi'. Ho dato i miei consigli da Oronzo Canà: non potrei mai rifarlo allo stesso modo. Mi sono raccomandato di usare la mia tecnica del 5-5-5 che non è il metodo di gioco, sono 5 cozze pelose, 5 polipetti piccoli e 5 seppioline. E poi di usare la tecnica della b zona, Spinazzola deve correre come una saetta e passare a Immobile. Quindi ho chiesto solo che se si avverava e facevano gol, dovevano gridar 'porca puttena'. Li ho salutati dicendo: 'Io sono già al mio primo tempo supplementare, quando l'arbitro fischia, fischia'".
Ma che pensieri fa?
"Eh, ma è la verità. Questa frase deve aver colpito Mancini. I ragazzi mi hanno chiamato e Chiellini mi ha detto: 'Le senti queste voci? Ti vogliamo tutti bene, Lino'. Quando, dopo il gol, Immobile ha detto 'porca puttena' sono saltato sulla poltrona, mio figlio mi ha chiamato: 'Papà, hai visto?'. Poi ha segnato anche Insigne...".
Ormai è l'uomo-ombra della Nazionale.
"Non sono niente ma Mancini è stato carinissimo, mi ha detto: 'Chiama quando vuoi, sono felice di sentire la tua voce'. Ho celebrato il matrimonio di mia nipote e un gruppo di ragazzini con la maglietta della nazionale cantava 'po po po porca puttena', ormai è 'Lino nazionale', sono 'Lino d'Italia', chiamatemi 'Lino di Mameli' facciamo prima. Dice che mi è presa una botta di megalomania?".
Lasciamo stare. Le chiedono ancora di far ridere? E ha voglia di farlo?
"La voglia di farlo ce l'ho sempre, è istintiva. Da tempo anche io, vecchio comico, ho avuto la mia soddisfazione quando la gente dice: 'Sai farci commuovere'. Se mi vedono sovrappensiero mi chiedono: 'Che, sei triste?'. Adesso non hanno più il coraggio di dirmi a bruciapelo 'Lino, facce ride'".
È anche una questione di rispetto, non pensa?
"Mah, è vero che sono ai tempi supplementari. Ho 85 anni e vedono l'occhio lucido, con l'età si diventa più fragili anche se hai l'entusiasmo e vorresti fare tante cose".
Che sensazione si prova a unire le generazioni? Banfi è di tutti.
"Questa è una cosa bellissima. Ormai mi segue la terza generazione che sta diventando la quarta, il nipotino in braccio al nonno, che magari ha visto pezzi del Medico in famiglia, la fusione del pubblico, da quello della tv a quello che vedeva le commedie. Sono tornato in tv a Oggi è un altro giorno con Serena Bortone, un altro legame, un altro modo di esserci. La gente mi vuole bene perché io la amo: pochi giorni fa per correre dal palcoscenico dai ragazzi handicappati, e scendere di corsa ad abbracciarli, sono caduto. Quando la sera mi sono spalmato la crema sul ginocchio, mi sono detto: 'Sei scemo, dove corri?'".
Rapporto con l'età?
"Fino a 80 anni ci ho giocato, avevo tanta voglia di fare. A 84 anni è successo questo casino del Covid che ci ha scioccato, siamo diventati tutti più guardinghi, altro che saremo migliori, è 'mors tua vita mea'. Ma a parte questa sensazione di pericolo e il fatto di essere ingrassato, da un anno mi sto trovando anche carino. Quando mi fanno vedere qualche filmato, mi dico: 'Vabbè, mi difendo'".
Lino non sarà diventato fanatico?
"Un po' sì. Adesso pretendo un ritocco, un'aggiustatina. Dico io alla truccatrice: 'Dai, mettiamo un po' di cipria', prima non me ne fregava. Mi è subentrato un meccanismo strano da terza gioventù. Voglio essere attivo e lavorare ma senza mettere niente in liquidazione. La filosofia è: 'Offritemi voi la cifra ma non voglio stare fermo'. Ho girato anche un film con Ronn Moss. Ho ritrovato un entusiasmo che non avevo più, adesso dico che è quasi una rinascita".
Sua moglie Lucia come sta?
"Siamo stati bene al matrimonio di Virginia, quelli che non vedevano mia moglie da tempo l'hanno riempita di complimenti: 'Lucia stai bene, hai un bel viso'. Sessant'anni insieme, tutta la vita. Mi ha incoraggiato agli inizi, mi ha sostenuto. Ha sentito la notizia della morte di Raffaella Carrà e mentre ero al telefono mi ha dato un biglietto per avvisarmi".
Era amico di Raffaella Carrà?
"Fu molto carina con me quando cancellarono il mio show Gran casinò, interruppe Carramba per darmi la sua solidarietà. Dovevo andare ospite e mi fece una telefonata d'amore, che non dimenticherò. La grandezza di questa donna è che con la sua semplicità ti faceva commuovere".
Oggi cosa le fa paura?
"Le malattie sconosciute, improvvise, che in un giorno ci possono stravolgere la vita. Con quello che ho vissuto, non mi fanno paura più tante cose, diciamo che il terreno accidentato l'ho attraversato. Oggi percorro il viale del tramonto: bello nitido, pulito. Mi fa piacere tutto quello che succede, stanno accadendo cose inaspettate come il vecchietto che mi ferma e dice 'porca puttena'. Forse non l'ha mai detto in vita sua. Parlavamo dei rimpianti, prima: ho avuto tanto, l'amore, i figli, una bella casa, gli autografi. Ma uno, pensandoci bene, ce l'ho: non ho mai fatto le crociere che volevo fare con mia moglie, tutti e due non sappiamo nuotare".