✕

Fedez e la malattia: sintomi e sopravvivenza del tumore neuroendocrino del pancreas

I dati sul tipo di tumore che ha colpito Fedez. I tipi di intervento possibili. L'evoluzione della ricerca che permette un'individuzione sempre più precoce dei sintomi. E su persone sempre più giovani
3 minuti di lettura

Li chiamano Net, o Tne. Sono i tumori neuroendocrini, una famiglia "molto eterogenea" di neoplasie rare "che solitamente restano nell'ombra". E' una di queste neoplasie - che lo ha colpito al pancreas - per cui Fedez è stato operato e che ha annunciato di avere con un video su Instagram. 

Una diagnosi, la sua, che accomuna un numero crescente di persone. Sono quasi tremila ogni anno in Italia. "Negli ultimi anni stiamo rilevando più casi in tutte le fasce d'età e questo è probabilmente legato non a un reale aumento epidemiologico, ma alla capacità che abbiamo sviluppato di identificare queste malattie, con i progressi della tecnologia nella diagnostica e dell'utilizzo dell'endoscopia, da un lato, e grazie alle maggiori conoscenze che abbiamo ora all'interno della comunità medica, dall'altro" ha spiegato il gastroenterologo Francesco Panzuto, ricercatore alla Sapienza universit&agr…

Li chiamano Net, o Tne. Sono i tumori neuroendocrini, una famiglia "molto eterogenea" di neoplasie rare "che solitamente restano nell'ombra". E' una di queste neoplasie - che lo ha colpito al pancreas - per cui Fedez è stato operato e che ha annunciato di avere con un video su Instagram. 

Una diagnosi, la sua, che accomuna un numero crescente di persone. Sono quasi tremila ogni anno in Italia. "Negli ultimi anni stiamo rilevando più casi in tutte le fasce d'età e questo è probabilmente legato non a un reale aumento epidemiologico, ma alla capacità che abbiamo sviluppato di identificare queste malattie, con i progressi della tecnologia nella diagnostica e dell'utilizzo dell'endoscopia, da un lato, e grazie alle maggiori conoscenze che abbiamo ora all'interno della comunità medica, dall'altro" ha spiegato il gastroenterologo Francesco Panzuto, ricercatore alla Sapienza università di Roma.

 

Tumori neuroendocrini: aumento di diagnosi tra i più giovani

L'esperto parla delle forme che colpiscono l'apparato digerente e spiega che questo aumento delle diagnosi "può apparire ancora più accentuato nelle fasce più giovani". E il caso Fedez insegna. "Perché è ovvio - sottolinea Panzuto - che i giovani si sottopongono a meno a test di screening e controlli diagnostici non avendo fattori di rischio particolari, quindi può capitare che si fanno esami per sintomi banali e talvolta emerge casualmente una lesione a pancreas, intestino o stomaco". Ma il ritardo nella diagnosi resta. Viene calcolato in media in sette anni. Anche perché spesso non ci sono sintomi.

"Succede perché sono tumori che crescono lentamente - ricorda Panzuto - non danno grossi sintomi, non sono caratterizzati da una clinica evidente, a parte le forme che chiamiamo 'funzionanti', cioè che secernono sostanze che causano sindromi specifiche, ma questi sono il 20-30% del totale. Il 70-80% sono forme tumorali che non si accompagnano a sintomatologia specifica".

 

L'incidenza complessiva "rientra ancora nell'ambito delle malattie rare: siamo sui 3-5 casi per 100mila abitanti - segnala l'esperto - considerando tutte le sedi del tumore neuroendocrino che può essere localizzato in tutti siti dell'apparato digerente dallo stomaco al retto, le più frequenti, dal piccolo intestino al pancreas" come nel caso di Fedez.

Fedez operato, il tumore e le possibilità di cura

"Se ai fini della diagnosi precoce non c'è purtroppo un sintomo peculiare che ci aiuti", ribadisce Panzuto, questi tumori crescono spesso nel silenzio. Va detto che, "se l'intervento è radicale e riesce ad asportare tutto il tumore, e se l'istologia del tumore asportato è biologicamente favorevole, ci sono ottime probabilità di cura. Naturalmente è necessario che il paziente si sottoponga per un periodo lungo a controlli di follow-up in un centro di riferimento, in modo che possa essere eventualmente diagnosticata immediatamente una recidiva. Molto, in ogni caso, dipende dall'esito dell'esame istologico perché ci dirà quali sono le caratteristiche del tumore e da tutto ciò deriva un profilo di rischio per il paziente che si potrà considerare definitivamente guarito, o ugualmente guarito, ma con un rischio più o meno quantificabile di avere una recidiva nel futuro".

Fedez in lacrime: "Ho un problema di salute, mi aspetta un percorso importante"

Fedez, un tumore raro ma con sopravvivenza al 60%

Nonostante si tratti di tumori rari, si può essere abbastanza positivi sugli esiti: "In genere - spiega Saverio Cinieri, presidente dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom) - la sopravvivenza è superiore rispetto alle altre neoplasie che colpiscono gli stessi organi e la prognosi è favorevole sia in termini di sopravvivenza che di cronicizzazione della malattia.

Infatti, mentre il tumore al pancreas è considerato tra le neoplasie più aggressive, con tassi di sopravvivenza che non superano l'8% a 5 anni dalla diagnosi, il tumore neuroendocrino al pancreas che ha colpito Fedez ha tassi di sopravvivenza che superano anche il 60% a 5 anni dalla diagnosi.

Un bivio cruciale è all'inizio della diagnosi, puntualizza lo specialista, tra una malattia che si configura eliminabile in maniera radicale col bisturi, oppure no. Nel primo caso, la chirurgia può essere definitivamente curativa, come anche l'asportazione endoscopica se le sedi del tumore lo consentono. Nei casi di malattia avanzata o in presenza di recidiva, ci sono diverse opzioni di terapie mediche farmacologiche sulle quali negli ultimi 10-15 anni si sono fatti significativi passi avanti.

“Dalla chemioterapia, agli analoghi della somatostatina, ai farmaci ‘bersaglio’, fino alle strategie locoregionali come la embolizzazione o la termoablazione epatica. Recentemente è stata inoltre approvata anche in Italia la terapia radiorecettoriale, che, attraverso la somministrazione di un radiofarmaco, è in grado di veicolare una ‘energia distruttiva’ mirata in modo specifico sulle cellule tumorali”, spiega Massimo Falconi, che ha operato Fedez ed è direttore del Centro del pancreas del San Raffaele di Milano e presidente dell’Associazione italiana per i tumori neuroendocrini.