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La guerra tra Johnny Depp e Amber Heard: un brutto film su vittime e carnefici

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Lei piange in tribunale, lui saluta i fan. E i social hanno già emesso la sentenza
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NEW YORK - Se la doppia sfida in tribunale per diffamazione, l’attore Johnny Depp che chiede all’ex moglie Amber Heard 50 milioni di dollari per un articolo del 2018 sul quotidiano Washington Post, lei che rilancia chiedendone cento a lui, si decidesse online, il popolare “Capitano Jack Sparrow” avrebbe già vinto, come nella saga Disney dei Pirati dei Caraibi. Sulla piattaforma social media video TikTok l’hashtag #justiceforjohnnydepp ha infatti avuto 7 miliardi di visualizzazioni e su Twitter, proprietà dell’imprenditore Elon Musk, altro compagno dell’attrice di Aquaman Heard, ogni giorno le ragioni di Depp fanno trend, condivise da milioni di persone. Amber Heard, invece, raccoglie per il suo hashtag #justiceforamberheard appena 25 milioni di consensi, frazione minuscola a petto dell’ex coniuge.

(ansa)
Eppure, a prima vista, si direbbe ch…

NEW YORK - Se la doppia sfida in tribunale per diffamazione, l’attore Johnny Depp che chiede all’ex moglie Amber Heard 50 milioni di dollari per un articolo del 2018 sul quotidiano Washington Post, lei che rilancia chiedendone cento a lui, si decidesse online, il popolare “Capitano Jack Sparrow” avrebbe già vinto, come nella saga Disney dei Pirati dei Caraibi. Sulla piattaforma social media video TikTok l’hashtag #justiceforjohnnydepp ha infatti avuto 7 miliardi di visualizzazioni e su Twitter, proprietà dell’imprenditore Elon Musk, altro compagno dell’attrice di Aquaman Heard, ogni giorno le ragioni di Depp fanno trend, condivise da milioni di persone. Amber Heard, invece, raccoglie per il suo hashtag #justiceforamberheard appena 25 milioni di consensi, frazione minuscola a petto dell’ex coniuge.

(ansa)
Eppure, a prima vista, si direbbe che i sordidi verbali del dibattimento in corso al tribunale della Contea di Fairfax, in Virginia (dove la tipografia del Post ha sede legale) dovrebbero indurre simpatie per la donna picchiata, insultata, abusata, costretta alla dinamica “l’amavo, mi pestava, non volevo rompere, ritornavo”, con Depp che, in messaggi audio e whatsapp confessa di essere “violento, ubriacone, tossico”.

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Perché dunque questo rovesciamento di prospettive? Ogni mattina, da una Cadillac Escalade nera, appesantito da alcol e sostanze ma ancora bello, capelli raccolti in un codino da bucaniere alla Sparrow, Johnny Depp arriva in tribunale, con gesto studiato fa scivolare il vetro del finestrino e, in un delirio di foto dai cellulari, saluta i fan. “Da tutta una vita aspettavo questo momento” esclama una di loro, che non ha dubbi sull’innocenza di Depp. In aula, la giudice Penney Azcarate stenta a mantenere l’ordine, il pubblico tifa Depp e, malgrado l’esperienza da ex ufficiale dei Marine, la magistrata deve minacciare di far sgomberare chi si agita troppo.

(afp)

Il cancelliere annota l’orrore della vita quotidiana, dal 2015 al 2017, di una coppia celebre, Depp, 58 anni, Heard, 36 anni, in cui ogni eccesso è norma. La droga MDMA consumata perfino su un aereo in viaggio per la Russia, scene di gelosia e percosse, bottiglie di vodka che, consumate a garganella, vengono lanciate come armi per ferire (secondo Depp, stavolta, da Heard), il senso di colpa, lui che scrive al padre di lei “ho ecceduto, non lo farò più…”, lei vittima di un bullo: “Mi sono innamorata perdutamente di quest’uomo. Mi sentivo come se mi conoscesse, e mi vedesse, in un modo in cui nessun altro sapeva vedermi. Pensavo mi capisse, percependo il mio passato. Vicina a Johnny mi sentivo la donna più bella… È stato bellissimo, magico. Perché non l’ho lasciato, dopo aver subito le prime violenze? Sapevo che era sbagliato… e mi ha spezzato il cuore non esserci riuscita”.

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L’illusione svanisce al risveglio, suites di lusso o ville da star, lividi, “hangover”, nausea ed emicranie da sbornie e stupefacenti, disgusto nell’animo. Così, dopo il divorzio, arriva l’editoriale del 2018 firmato Amber Heard sul quotidiano della capitale, ultimo editore il miliardario di Amazon Jeff Bezos: l’attrice non nomina l’ex marito per gli abusi, vuol parlare per le donne vittime, assumendone la causa. Basta a Depp per citarla, reato di diffamazione, imputando all’ex moglie la rovina della carriera, con le grandi case di produzione alla Disney che, dopo gli esordi fortunati anni 90 con Edward mani di forbice e il boom dei Pirati, non rispondono più ai suoi agenti. Niente affatto, replicano i legali di Amber Heard, se Depp, patrimonio personale stimato in 100 milioni di dollari, 95 milioni di euro, cachet che arrivava fino a 20 milioni a film, non ha scritture la colpa è di alcolismo e pillole che l’hanno reso instabile e inaffidabile, in famiglia e sul set. I particolari sadici fanno scendere in aula il silenzio perfetto, Amber Heard china la testa, capelli a incorniciarle il volto, mentre racconta di come Depp le abbia strappato vestiti e biancheria, perquisendola poi intimamente con le mani, “cercava la cocaina, era ossessionato dall’idea che gliela avessi nascosta io”.

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Gli studi legali rivali, parcelle calcolate in migliaia di dollari l’ora, ingaggiano detective per rinvenire i possibili comportamenti squallidi, da rivendicare come attenuanti. Amber Heard “fa la femminista ma sfilava nei concorsi di bellezza”, dal 2010 si dichiara bisessuale, è arrestata nel 2009 per aver picchiato la compagna fotografa Tasya van Ree (entrambe le donne negano le accuse), è rapace nel divorzio da Depp con alimenti per 7 milioni di euro, che l’attrice dichiara di aver versato in beneficenza, all’organizzazione dei diritti civili Aclu e all’ospedale pediatrico di Los Angeles.

Johnny Depp si presenta malinconico e fiero, star indebolita dagli abusi, sì con episodi di violenza ma senza essere criminale incallito; Amber Heard parla da donna famosa, innamorata di un maniaco, che non sa uscire dalla relazione. La corte di Fairfax deciderà secondo i tempi, solerti, della giustizia Usa e vedremo a favore di chi, “ma la giuria online ha già assolto Depp, scambiandolo per l’accattivante Capitano Sparrow” nota lo studioso di media Seth Lewis. Una donna dello staff di Heard conclude delusa con il Post: “Amber è famosa e forte. Se questo rovesciarsi delle accuse capita perfino a lei, quante vittime delle violenze casalinghe pensate troveranno ora il coraggio di chiedere giustizia?”.