New York - Quattro anni di silenzio, in cui amici e persone del suo staff avevano deciso di non parlare delle ragioni che avevano portato alla sua morte, avvenuta nel 2018 in una camera d’hotel in Francia. Ma adesso emergono particolari riguardo le ultime ore che avrebbero portato al suicidio di Anthony Bourdain, il documentarista nato a Manhattan, chef internazionale e viaggiatore diventato star globale. Secondo un libro in uscita per Simon & Schuster, Down and out in paradise: the life of Anthony Bourdain, definito dalla casa editrice la “prima biografia non autorizzata”, anticipato dal New York Times e già contestato, Bourdain, 61 anni, non avrebbe sopportato la separazione dall’attrice Asia Argento.
All’autore del libro, con cui aveva scambiato alcuni messaggi, aveva scritto: “È sempre Giuda a scrivere la biografia”. In una email inviata al New York Times l’attrice ha detto di non aver letto il libro, aggiungendo: “Scrissi a quest’uomo che non avrebbe potuto pubblicare niente di ciò che gli avevo detto”. Anche il fratello di Bourdain, Christopher, ha contestato la ricostruzione: “Ogni singola storia riguardo i rapporti con noi, da bambini e adulti, è inventata o totalmente sbagliata”. Ma la casa editrice ha confermato la ricostruzione del libro, compresa la relazione con l’attrice, che considerava Bourdain “troppo possessivo”. Lui viene descritto come ossessionato dalla mancanza della sua ex. L’ultimo scambio di messaggi era avvenuto in coda a un momento di grande depressione e angoscia in cui Bourdain era sprofondato: in quei giorni, secondo l’autore del libro, il documentarista si iniettava steroidi, beveva, frequentata prostitute. Aveva smesso di vedere la figlia di undici anni. All’ex moglie aveva confessato il suo odio per tutto: “Odio anche i miei fans. Odio essere famoso. Odio il mio lavoro”. In un altro messaggio aveva scritto: “Sono solo e vivo in una incertezza costante”. Lo staff che lo aveva seguito in Alsazia era molto preoccupato per le sue condizioni. Lui, commentando le foto di Argento con il reporter francese, le aveva scritto: “Mi va bene. Non sono un perfido. Non sono geloso per il fatto che tu sia stata con un altro uomo. Non sei mia. Sei libera. Come ho detto. Come ho promesso. Come ho pensato davvero. Ma tu sei stata imprudente. Sei stata spericolata con il mio cuore. La mia vita”. Poi l’ultimo scambio di messaggi. Lui che le scrive: “C’è qualcosa che posso fare?”. Lei: “Non rompermi le palle”. Lui: “OK”. La sera stessa, Bourdain si tolse la vita.