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Nek si confessa a 'Le Iene': "Mi sono squarciato una mano con la sega circolare. Ho accettato il nuovo me"

Nek si confessa a 'Le Iene': "Mi sono squarciato una mano con la sega circolare. Ho accettato il nuovo me"
Un lungo monologo del cantante di Sassuolo in prima serata su Italia 1. Fillippo Neviani, nome d'arte Nek, narra la sua carriera, gli esordi e rivolge un pensiero al padre scomparso
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"Anche le cose brutte possono trasformarsi in un'opportunità di riscatto", così si racconta martedì 15 in prima serata su Italia1 il cantante Nek, nome d'arte di Filippo Neviani, nato a Sassuolo nel 1972, ospite della trasmissione Le Iene. Nel suo monologo il cantautore  affronta diversi temi e parla di coraggio, di cambiamento e di opportunità, rivolgendo anche un pensiero al padre scomparso. Queste le sue parole: "Nel 1993 ho esordito a Sanremo con In te. Quella canzone fu accusata di essere contro l’aborto e venne massacrata ancor prima che la cantassi. Salii sul palco ma la voce non usciva. Pippo Baudo mi gridava: 'Devi usare il diaframma'. Volevo scomparire".

E continua: "Quella sera, per la prima volta, ho scoperto un coraggio che non credevo di avere, e che mi avrebbe accompagnato nella carriera e nella vita. Anziché farmi distruggere dalle critiche feroci, ho smentito chi sperava che fossi solo una meteora. Anni dopo, quando è morto mio padre, il dolore mi ha messo di fronte a una grande verità: non sarei mai più stato la stessa persona. E anche in quella occasione mi ha aiutato il coraggio, ma un coraggio diverso: quello della debolezza. Il coraggio di accettare il cambiamento". Nek ha venduto oltre 10 milioni di dischi in tutto il mondo. Il grande successo è stato la canzone Laura non c'è del 1997.

"La scomparsa di mio padre mi ha colpito molto. Ho trasformato la sua assenza in presenza e ogni giorno mio padre lo ritrovo nelle piante del suo giardino, nel profumo del suo bosco, nel Lambrusco che bevo con gli amici. È successo anche due anni fa, quando con la sega circolare mi sono squarciato la mano. La mano per un musicista è tutto: cosa sarei stato io senza la musica? Dopo lo sconforto iniziale ho raccolto il coraggio rimasto: ho accettato che, forse, ci sarebbe stato un nuovo Filippo, diverso".

Nek ha concluso il suo monologo così: "Ho avuto fiducia che nel buio si potesse accendere una luce. Ed è andata bene, perché questa sera, tra poco, canterò per voi. Non è facile, ma se impariamo ad accettarle, anche le cose brutte possano trasformarsi in un’opportunità di riscatto. E' una lezione che dovevo capire tanti anni fa: dal dolore per un addio è nata Laura non c’è. E da quel dolore, in cui tanti innamorati si sono riconosciuti, tanti, è nato il legame che mi unisce a tutti voi".

L'esordio di Nek nella musica risale al 1986, quando, insieme a Gianluca Vaccari, formò il duo Winchester. Nel 1989 divenne cantante e bassista del gruppp rock White Lady, nel quale compose i suoi primi brani. La band nasce inizialmente come cover band dei Police, per poi divenire una formazione con un proprio repertorio personale. Nel 1997 inizia la sua carriera da solista, conservando sempre Sting come suo modello personale. Il cantante partecipa la prima volta al festival di Sanremo nel 1994. Nel 1997 con Laura non c'è raggiunge la settima posizione, ma vende più di un milione e mezzo di copie nel mondo. L'utima sua partecipazione a Sanremo 2022, nella serata delle cover, come ospite, dove ha cantato con Massimo Ranieri, in omaggio a Pino Daniele Anna verrà. Il suo ultimo disco inedito è uscito l'11 novembre La teoria del caos.