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Lando Buzzanca ricoverato in ospedale. Il figlio: "Denuncerò il medico per violazione della privacy"

Lando Buzzanca ricoverato in ospedale. Il figlio: "Denuncerò il medico per violazione della privacy"
Malato da tempo, l'attore ha perso trenta chili negli ultimi mesi. Dopo una caduta nella rsa dove era ricoverato si è sottoposto a tre tac
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Lando Buzzanca è ricoverato dall'8 novembre al policlinico Gemelli di Roma. L'attore è stato trasportato d'urgenza nell'ospedale dopo essere caduto dalla carrozzina nella rsa dove era ricoverato. Lo ha raccontato il figlio Massimiliano aggiungendo che l’attore, 86 anni, ha battuto la fronte: "Per questo si sono rese necessarie tre tac, anche se non ci sono stati traumi", ha spiegato. Molto più preoccupante il quadro presentato da Fulvio Tomaselli, amico e medico dell'attore. Medico a cui potrebbe arrivare una denuncia proprio da parte del figlio che lo accusa "di aver violato la privacy della famiglia".

Il medico dell'attore: "È sfinito, scheletrico e rannicchiato in un letto"

"Buzzanca dopo le 'amorevoli cure' in una rsa, è sfinito. Un anno fa parlava e camminava, ora è scheletrico e rannicchiato in un letto", ha detto il dottor Tomaselli. "Vorrei farvi vedere le immagini di Lando Buzzanca, ricoverato d'urgenza al Policlinico Agostino Gemelli dall'8 novembre", ha aggiunto. L'attore avrebbe perso 30 chili negli ultimi mesi.

In merito alle dichiarazioni - "Lo hanno sequestrato per annientarlo" - rilasciate da Francesca La Vacca, compagna di Lando Buzzanca, Massimiliano ha invece fatto sapere: “C’è una sentenza in appello che dice che la signora La Vacca non ha diritti nei confronti del signor Buzzanca e che non è neanche da considerare una compagna. Rilasciare dichiarazioni del genere è un comportamento moralmente censurabile, indegno di un essere umano. Evidentemente il cognome ‘Buzzanca’ fa gola a tante persone. Sono una furia, ecco perché ho dato immediatamente mandato agli avvocati di agire, affinché tutta questa storia finisca. Se papà fosse stato lucido avrebbe reagito con violenza di fronte a queste meschinità, per lui la famiglia non si tocca. E se ci fosse vero affetto nei suoi confronti, come qualcuno dice, sarebbe stato protetto e non messo alla mercé di questi leoni da tastiera che si permettono di scrivere falsità sui social”.

La carriera di Lando Buzzanca

Grazie soprattutto ai film girati negli anni Settanta, Lando Buzzanca è stato a lungo visto attraverso lo stereotipo del maschio italiano, attore spesso impegnato nei ruoli del tipico siciliano, amante o marito geloso. Questo nonostante gli inizi promettessero una carriera di diverso spessore dopo che nel 1961 Pietro Germi lo chiamò prima per interpretare il personaggio di Rosario Mulè in Divorzio all’italiana e poi nel 1964 per quello di Antonio in Sedotta e abbandonata.

Nato nel 1935 a Palermo in una famiglia di attori (lo erano sia il padre che lo zio), Buzzanca si è trasferito a Roma quando aveva 17 anni. Nella capitale ha frequentato i corsi di recitazione all’Accademia Sharoff, di cui è poi divenuto presidente onorario, e ha cominciato con il teatro, prima di dedicarsi al cinema.

Proprio per quella caratterizzazione del tipico maschio siciliano, anche un po’ tonto, Buzzanca è stato relegato dalla critica cinematografica tra i caratteristi, anche se dopo l’inizio con Germi nel 1967 lo volle anche Alberto Lattuada per interpretare il suo film Don Giovanni in Sicilia.

Lando Buzzanca, dalla tv alla commedia sexy

Gli anni Settanta si aprono per Buzzanca con il successo in televisione del programma, in coppia con Delia Scala, Signore e signora in cui si ricorda la battuta “mi vien che ridere” che diventerà un tormentone. Poi ecco i film che consolideranno la sua immagine di maschio ruspante, alcuni caratterizzati da una vena comica che incontra il favore del grande pubblico: Homo eroticus di Marco Vicario, la commedia sexy Il merlo maschio (1971) e Quando le donne persero la coda (1972) entrambi per la regia di Pasquale Festa Campanile, e poi i film in cui tratteggia personaggi realmente esistenti come Il sindacalista di Luciano Salce (1972) e All’onorevole piacciono le donne, di Lucio Fulci (1972) e L’arbitro di Luigi Filippo D’Amico (1974).

E ancora, Jus primae noctis, ancora nel 1972 con Pasquale Festa Campanile, L’uccello migratore di Steno (1972), Io e lui di Luciano Salce (1973) e La schiava io ce l'ho e tu no di Giorgio Capitani (1973). In totale, nel decennio girerà 21 film molti al fianco delle attrici più desiderate e famose del momento, da Claudia Cardinale a Catherine Spaak, da Barbara Bouchet a Senta Berger e Joan Collins.

Buzzanca con Laura Antonelli in 'Il merlo maschio'
Buzzanca con Laura Antonelli in 'Il merlo maschio' 

Le commedie sexy negli anni Ottanta divennero una moda, ma Buzzanca a un certo punto si rifiutò di continuare ad alimentare l’immagine del maschio italiano e in particolare siciliano, preferendo al cinema la radio in cui, per alcuni anni, fu conduttore di programmi di grande successo come Gran Varietà  e Buzzanco, proiezione radiofonica del personaggio inventato per la tv a Signore e signora.

Buzzanca e il successo con le fiction

Dopo alcuni anni di attività in teatro, nel 2005 Buzzanca torna alla tv con la fiction Mio figlio, in cui interpreta il padre di un ragazzo omosessuale con enorme successo di pubblico. Nel 2007 lo vuole per I Viceré il regista Roberto Faenza, grazie al quale ha vinto il Globo d’oro come miglior attore. Della serie Mio figlio è stato realizzato il sequel Io e mio figlio – Nuove storie per il commissario Vivaldi, andato in onda nel 2010 stesso anno di Lo scandalo della Banca Romana e Capri 3.

 Buzzanca sul set di 'I viceré' di Roberto Faenza
 Buzzanca sul set di 'I viceré' di Roberto Faenza 

Lando Buzzanca è stato sposato con Lucia Peralta per 57 anni. Dal loro matrimonio sono nati Massimiliano e Mario. Nel 2016 l’attore ha conosciuto la sua nuova compagna, Francesca Della Valle, di 35 anni più giovane.