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Will Smith: "Il mio schiaffo agli Oscar è stato frutto di rabbia repressa"

Nella prima intervista dopo la notte degli Oscar l'attore spiega (in parte) cosa lo ha fatto scattare
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Will Smith ha spiegato che è stata la rabbia repressa (in americano l'attore ha usato il termine "imbottigliata") a portarlo a schiaffeggiare Chris Rock durante la notte degli Oscar il 28 marzo scorso. Intervistato per la prima volta dopo il caso, ospite al The Daily Show con Trevor Noah, Smith ha parlato di quel giorno coma di "una notte orribile". "Stavo affrontando qualcosa quella notte, sai? Non che questo giustifichi affatto il mio comportamento", ha detto Smith, senza però mai chiarire quale problema lo affliggesse in quelle ore.

Otto mesi dopo lo schiaffo Will Smith torna in scena

Sono passati otte mesi da quella serata che per Will Smith rimarrà il momento più alto e più basso insieme della sua carriera, iquando nel giro di mezz'ora ha preso a schiaffi il comico Chris Rock che conduceva la serata per una battuta infelice che riguardava il look della moglie Jada Pinkett Smith e vinto la tanto agogna…

Will Smith ha spiegato che è stata la rabbia repressa (in americano l'attore ha usato il termine "imbottigliata") a portarlo a schiaffeggiare Chris Rock durante la notte degli Oscar il 28 marzo scorso. Intervistato per la prima volta dopo il caso, ospite al The Daily Show con Trevor Noah, Smith ha parlato di quel giorno coma di "una notte orribile". "Stavo affrontando qualcosa quella notte, sai? Non che questo giustifichi affatto il mio comportamento", ha detto Smith, senza però mai chiarire quale problema lo affliggesse in quelle ore.

Otto mesi dopo lo schiaffo Will Smith torna in scena

Sono passati otte mesi da quella serata che per Will Smith rimarrà il momento più alto e più basso insieme della sua carriera, iquando nel giro di mezz'ora ha preso a schiaffi il comico Chris Rock che conduceva la serata per una battuta infelice che riguardava il look della moglie Jada Pinkett Smith e vinto la tanto agognata statuetta (per King Richard sul padre delle sorelle Williams). Dopo quel fatto, condannato da tutta Hollywood e talmente inaspettato da aver fatto pensare in un primo tempo di una gag fra i due per quanto surreale, Smith era praticamente scomparso da Hollywood e molti dei suoi progetti erano stati messi in stand by tra cui il film Emancipation di Antoine Fuqua che avrebbe dovuto uscire in primavera e poi è slittato. La data del film Apple ora c'è: sarà nelle sale americane il 2 dicembre e su Apple tv+ il 9 e Smith ha ricominciato a fare interviste e promozione partendo proprio dallo show visibile negli Stati Uniti su Comedy Center e Paramount+.

'Emancipation', il film del ritorno di Will Smith Il trailer

È stata una notte orribile, mi spiace che le mie azioni penalizzino il film

"Quello che direi è che non sai mai cosa sta passando qualcuno", ha detto, senza approfondire a cosa si riferisse. L'intervista nel talk show televisivo statunitense a tarda notte è stata la prima volta che Smith è stato intervistato sullo schiaffo. "Capisco quanto sia stato scioccante per le persone... sono andato fuori. Quella era una rabbia che era stata repressa per molto tempo", ha detto. "È stata una notte orribile, come puoi immaginare". Smith ha detto che lo "uccide" il pensiero che il suo nuovo film possa essere danneggiato dalle sue azioni. "La mia preoccupazione più profonda è la mia squadra. Per alcune persone del team del film questo è il lavoro finora più importante della loro carriera e la mia più profonda speranza è che le mie azioni non penalizzino la mia squadra".

Emancipation,  film sulla schiavitù

Scritto da Bill Collage e prodotto da Todd Black, Joey McFarland e Jon Mone, il film è ispirato alla storia vera di un fuggiasco interpretato da Will Smith che diventa noto come "Whipper Peter" dopo che le fotografie delle terribili cicatrici sulla sua schiena sono state distribuite per mostrare la brutalità della schiavitù. Il film segue il personaggio di Smith, mentre naviga nelle paludi della Louisiana per sfuggire ai proprietari delle piantagioni che lo hanno quasi ucciso. C'è molta attesa per questo titolo che era dato come possibile pretendente alla statuetta per miglior film e nonostante Will Smith sia stato bandito per dieci anni dalla cerimonia degli Oscar potrebbe essere candidato.

Il padre violento e quella rabbia per non essere riuscito a difendere la mamma

Quello che è passato nella mente dell'attore probabilmente non lo sapremo mai c'è da riflettere sulle parole che Smith disse poi sul palco e che in quel momento furono viste come sibilline: "Denzel mi ha detto 'nel momento più alto è quando il diavolo viene a tirarti la manica', ecco. Voglio essere un veicolo dell'amore", poi erano arrivate nei giorni seguenti le scuse. Will Smith ha un passato di violenze in famiglia, come ha raccontato nella sua autobiografia Will il padre era il suo modello ma era anche un uomo violento, era il suo eroe, ma ne aveva anche paura, a sua volta era cresciuto in strade difficili dei quartieri nord di Filadelfia negli anni 40, era scappato da un liceo agricolo e si era arruolato nell'esercito dove aveva scoperto il ruolo della disciplina. Smith racconta che casa sua era gestita come una caserma. Il padre aveva due grandi difetti: un carattere brutale e beveva. Sotto le armi una volta in preda all'alcol e alla rabbia per essere stato derubato di una vincita al gioco sparò nella camerata e venne congedato per sua grande fortuna senza corte marziale. Lavorò in acciaieria ma, dopo essere stato scavalcato per motivi razziali, si licenziò e aprì una sua attività. Quando Will era adolescente aveva una serie di camion frigoriferi con cui riempiva Filadelfia di ghiaccio, era il suo modello di successo. Ma picchiava sua mamma e questo l'attore l'ha vissuto come un fallimento personale perché a differenza del fratello non era mai riuscito a fermarlo. Forse a quella rabbia "imbottigliata" si riferisce con Trevor Noah.