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Steven Spielberg: "Vedo in Usa un antisemitismo fiero con le mani sui fianchi, come Hitler e Mussolini"

Il regista, ospite del 'Late show', con Stephen Colbert, ha parlato di antisemitismo
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Ospite del Late Show con Stephen Colbert giovedì sera Steven Spielberg ha fatto un duro affondo sulla società americana contemporanea. Ha detto: "L'antisemitismo è sempre stato lì, o appena dietro l'angolo e leggermente nascosto ma sempre in agguato, oppure era molto più palese come nella Germania degli anni 30. Ma da allora non avevo mai più assistito a un antisemitismo non più in agguato, ma in piedi orgoglioso con le mani sui fianchi come Hitler e Mussolini, che ci sfidava a sfidarlo. Non l'ho mai sperimentato in tutta la mia vita, specialmente in questo paese".

Spielberg ha parlato lungamente anche del suo ultimo film, The fabelmans candidato a sette premi Oscar, il suo titolo più autobiografico in cui racconta la storia della sua famiglia, il divorzio dei suoi genitori e la nascita della sua passione per il cinema. Nel film si racconta anche come da adolescente, dopo essere stato cresciuto come e…

Ospite del Late Show con Stephen Colbert giovedì sera Steven Spielberg ha fatto un duro affondo sulla società americana contemporanea. Ha detto: "L'antisemitismo è sempre stato lì, o appena dietro l'angolo e leggermente nascosto ma sempre in agguato, oppure era molto più palese come nella Germania degli anni 30. Ma da allora non avevo mai più assistito a un antisemitismo non più in agguato, ma in piedi orgoglioso con le mani sui fianchi come Hitler e Mussolini, che ci sfidava a sfidarlo. Non l'ho mai sperimentato in tutta la mia vita, specialmente in questo paese".

Spielberg ha parlato lungamente anche del suo ultimo film, The fabelmans candidato a sette premi Oscar, il suo titolo più autobiografico in cui racconta la storia della sua famiglia, il divorzio dei suoi genitori e la nascita della sua passione per il cinema. Nel film si racconta anche come da adolescente, dopo essere stato cresciuto come ebreo praticante, si fosse allontanato dalla religione e si vergognasse di dichiararlo di fronte agli altri amici.

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Chi conosce il suo arco cinematografico, immancabile il documentario Spielberg di HBO visibile su Sky, sa che per riconciliarsi con la sua identità ebrea e con la religione ci vorrà molto tempo. Cinematograficamente arriverà con il capolavoro di Shindler's list in cui raccontando la storia di Oskar Schindler, industriale tedesco che salvò più di mille ebrei, trova il modo anche di raccontare le radici della sua famiglia.

"In qualche modo, l'emarginazione di persone che non fanno parte di una sorta di razza maggioritaria è qualcosa che ci sta insinuando da anni e anni e anni... - ha proseguito il regista - L'odio è diventato una sorta di appartenenza a un club che ha ottenuto più membri di quanti mai avrei pensato fosse possibile in America", ha detto. "L'odio e l'antisemitismo vanno di pari passo, non puoi separare l'uno dall'altro".