✕

Chiara Ferragni, anche le supereroine piangono

Ascolta l'audio

La confessione dell'influencer sui social: pensarsi liberi e anche un po' falliti
2 minuti di lettura

Anche Chiara Ferragni piange. Anche lei, buttata per terra, dentro un informe camicione, gli occhi lucidi e il naso rosso, esplode e va in frantumi. Lo fa sui social, davanti a 29 milioni di follower però è un dettaglio. È successo ieri ma torniamo indietro.

"Pensati libera" c'era scritto quella sera sul suo vestito. Pensavamo che, dalla cima delle scale di Sanremo, lei, imprenditrice, influencer, fenomeno planetario, parlasse soltanto a noi, intrappolate nelle nostre vite stropicciate, dentro modelli stantii, convinte che lei, a differenza nostra, la lezione l'avesse già imparata.

Dopo, quando lei e i …

Anche Chiara Ferragni piange. Anche lei, buttata per terra, dentro un informe camicione, gli occhi lucidi e il naso rosso, esplode e va in frantumi. Lo fa sui social, davanti a 29 milioni di follower però è un dettaglio. È successo ieri ma torniamo indietro.

"Pensati libera" c'era scritto quella sera sul suo vestito. Pensavamo che, dalla cima delle scale di Sanremo, lei, imprenditrice, influencer, fenomeno planetario, parlasse soltanto a noi, intrappolate nelle nostre vite stropicciate, dentro modelli stantii, convinte che lei, a differenza nostra, la lezione l'avesse già imparata.

Dopo, quando lei e i suoi vestiti parlanti sono scesi dal palcoscenico, è stato detto che era perfetta, che era fuori luogo, che era elegante, che era oscena, che non era capace, che imbrogliava. Demonio, ingenua, goffa, ipocrita, magnifica, santa, tradita, separata, paladina dei diritti, furbetta, dilettante, troppa e insieme poca. Comunque sbagliata.

Pensati libera. Forse lo voleva dire soprattutto a se stessa. Con l'algida compostezza di un androide, per settimane ha taciuto. Tamquam non esset. Non ti disunire, Chiara. Non ti sarai mica offesa? Del resto, cosa ti aspettavi? È la vita, baby. E niente lagne.

Perché le ragazze del terzo millennio sono figlie di un'educazione siberiana, coriacee e inossidabili. Tutto bene quindi. Business as usual. Lei postava sorridente lo sfavillante caleidoscopio del suo multitasking. Barbie-Chiara in lingerie, in jeans, in impermeabile pitonato, alle sfilate di Parigi. Chiara che fa pubblicità, che fa la mamma di bambini biondi, che fa la figlia di una madre bionda.

Chiara che tiene insieme tutti i pezzi. Nel frattempo suo marito, Fedez, al secolo Federico Leonardo Lucia, dopo avere fatto pasticci sotto gli occhi di lei a Sanremo, aver disertato (munito di regolare giustificazione) una conferenza stampa e un'udienza in tribunale, non pago, decideva, spudorato, di condividere con il mondo il suo malessere. Gli effetti collaterali di uno psicofarmaco, la balbuzie, le lacrime, l'importanza di parlare del disagio mentale. La richiesta, non la prima, di comprensione ed empatia.

Da un lato lei, l'androide che ha introiettato un modello supereroico di invincibilità.

Dall'altro lui, l'uomo affrancato dalla figurina del macho, che ha imparato a mostrarsi fragile, nudo, ferito, guasto. E ci ha preso gusto. Fedez rende un gran servizio agli uomini dalla mascella volitiva e il profumo di muschio, che non devono chiedere mai e magari oggi cominciano a farlo. In quella coppia, bizzarramente assortita, forse soltanto lui ha colto il messaggio scritto su un vestito.

Chiara Ferragni, figlia e vittima esemplare dei nostri tempi al rovescio, ieri ha detto basta ed è scesa dalla giostra.

"È normale avere paura, è normale chiedersi se ce la farai", è normale dare aiuto ma anche domandarlo, scrive su Instagram. "Sanremo, ora posso ammetterlo, è stato durissimo". Anche l'odio gratuito lo è, anche essere forte e risolvere i problemi degli altri. Ha dichiarato la fatica e lo sconforto, la necessità di tirare dritto, senza però fingere che tutto vada bene. Viviamo un tempo di consapevolezza e ignoranza, di affrancamenti e di costrizioni. Un tempo storto, che ribalta vecchi paradigmi, mischia le figurine, ci infligge modelli funesti per poi esaltare le nostre esasperate singolarità.

Forse la via l'hanno trovata due tizi che non ci somigliano per niente. Forse la via è proprio la condivisione della nostra inadeguatezza anche quando abbiamo mogli e figli e madri bionde.

Forse la via è un naso rosso, un informe camicione, la bandiera bianca, pensarsi liberi ma anche un po' falliti.

Instagram: @quielasti