Spettacoli

Cristiana Calone, figlia di Massimo Ranieri: "Quando sono nata lui non c'era, avrei voluto avere un papà"

Cristiana Calone, figlia di Massimo Ranieri: "Quando sono nata lui non c'era, avrei voluto avere un papà"
La cantante ha ricordato in un'intervista il rapporto con suo padre: "Ho passato momenti duri, non ho mai chiesto niente a nessuno"
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"Quando sono nata mio padre non c'era, non poteva mancarmi qualcosa che non ho mai vissuto. Non ricordo nulla di quel periodo. Poi, quando sono cresciuta, avrei desiderato avere anche un papà": è con queste parole che Cristiana Calone, figlia di Massimo Ranieri (pseudonimo di Giovanni Calone), ha rivelato oggi i dettagli del suo rapporto con il famoso genitore. Nata nel 1970 da una relazione di Ranieri (allora diciannovenne) con la cantante Franca Sebastiani (scomparsa nel 2015), la donna è andata oltre le passate incomprensioni e, intervistata da Chi, ha così ricordato la scoperta: "Verso i dieci anni, sentendo mia mamma cantare le sue canzoni e sentendola parlare con la sorella al telefono, ho capito bene chi fosse mio papà. Io lo chiamo Gianni, ricordo il nostro primo incontro, la sua vestaglia porpora con i ricami".

Una paternità tenuta segreta sino al 1997 e resa poi ufficialmente pubblica dallo stesso Ranieri nel 2007, con la presentazione della figlia al pubblico durante un suo spettacolo: "Evidentemente per lui erano i tempi giusti, per me conta quello che ha fatto. È sempre stato un uomo riservato che, in quell'occasione, ha compiuto un gesto importante, mettendosi in gioco come non aveva mai fatto" ha confessato Cristiana, "Mi ha invitata a vedere il programma senza anticiparmi che, poi, a un certo punto avrebbe detto 'Vi presento mia figlia'. Ancora oggi non trovo le parole per descrivere quella emozione. Fino al 2007 ero la figlia di Giovanni Calone solo sulla carta d'identità, poi lo sono diventata a tutti gli effetti".

Cantante a sua volta, qualche anno fa Cristiana scelse proprio 'Cristiana Ranieri' come nome d'arte, scelta che le causò tuttavia una diffida da parte dei legali del padre: "È vero, è andata così. Ma oggi mi sono riconosciuta come artista, non ho bisogno di usare il nome di mio padre perché Massimo Ranieri è solo lui, io sono un'altra persona. Adesso il suo cognome ce l'ho nel cuore, non mi serve sul palco". Nessun interesse a utilizzare il cognome famoso, ci tiene a specificare, così come nessun interesse alla sua fortuna: "Una persona agiata pensa sempre che di mezzo ci siano i soldi, ma a me dei soldi non è mai fregato niente, non ho fatto certo la vita della figlia di papà. Ho passato momenti duri, ho fatto di tutto, dalla cameriera alla cubista, dalla donna delle pulizie alla segretaria. Non ho mai chiesto niente, non elemosino aiuto, io chiedo solo a Dio e a Papa Giovanni Paolo II".

"Ero famoso e avevo diciannove anni" si era invece giustificato qualche tempo fa il cantautore, oggi settantaduenne, "Mi hanno trascinato via da questa storia dicendomi che era un danno alla mia immagine. L'unico alibi che ho è che ero inesperto".