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Malcolm McDowell, gli 80 anni del 'cattivo' di 'Arancia Meccanica'

L'attore interprete di tanti film da 'If' a 'Evilenko' deve tutto al ruolo di Alex DeLarge ideato da Kubrick. Un regista che, all'epoca, nemmeno conosceva
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"È un Delitto!!! Delitto! Delitto! Delitto! Usare Ludovico Van in questo modo! Lui non ha mai fatto male a nessuno!! Beethoven ha solo scritto musica!! Non è giusto!!!". Chiunque abbia visto, anche in un lontano passato, quel capolavoro di Stanley Kubrick che risponde al titolo di Arancia meccanica, non può non ricordare gli occhi di Malcolm McDowell tenuti aperti da morsetti, costretto a osservare filmati con scene di violenza estrema, mentre il quarto movimento della Nona sinfonia di Beethoven risuona potente. 

Strano il destino di Malcolm John Taylor, questo il vero nome dell'attore, che oggi arriva alla cifra tonda di 80 anni: arriva al successo per caso, resta incollato a vita all'immagine di Alex DeLarge, di bianco vestito, bombetta e occhio azzurro truccato. Il ghigno del cattivo per eccellenza di Arancia meccanica, lo consegna all'empireo dei cattivi del cinema. E lui fa soldi a palate girando il mondo, con la sua smor…

"È un Delitto!!! Delitto! Delitto! Delitto! Usare Ludovico Van in questo modo! Lui non ha mai fatto male a nessuno!! Beethoven ha solo scritto musica!! Non è giusto!!!". Chiunque abbia visto, anche in un lontano passato, quel capolavoro di Stanley Kubrick che risponde al titolo di Arancia meccanica, non può non ricordare gli occhi di Malcolm McDowell tenuti aperti da morsetti, costretto a osservare filmati con scene di violenza estrema, mentre il quarto movimento della Nona sinfonia di Beethoven risuona potente. 

Strano il destino di Malcolm John Taylor, questo il vero nome dell'attore, che oggi arriva alla cifra tonda di 80 anni: arriva al successo per caso, resta incollato a vita all'immagine di Alex DeLarge, di bianco vestito, bombetta e occhio azzurro truccato. Il ghigno del cattivo per eccellenza di Arancia meccanica, lo consegna all'empireo dei cattivi del cinema. E lui fa soldi a palate girando il mondo, con la sua smorfia perfida, che nasconde invece una mente raffinata, la passione per le cose belle, l'attaccamento alla natura e alla famiglia. "Non dobbiamo prenderci troppo seriamente - ha detto - non siamo chirurghi, ma solo persone che intrattengono il pubblico".

Malcolm McDowell in una scena di 'Arancia meccanica', capolavoro del 1971 diretto da Stanley Kubrick (ansa)

Dal pub a Shakespeare

Malcolm nasce a Leeds il 13 giugno 1943 da Charles Taylor, ex ufficiale dell'aviazione che poi ha aperto un pub e da Edna di cui adotterà il cognome quando abbraccerà la carriera artistica. Ma prima, nonostante una buona educazione al college, sceglie di lasciare l'università e fa il cameriere nel pub di famiglia. Nel tempo libero prende lezioni di recitazione e poi si trasferisce a Londra entrando alla Royal Shakespeare Company a 21 anni; dopo tre anni debutta al cinema ("si guadagnava di più e c'erano bravi registi") con Ken Loach in Poor cow.

Ne intuisce le potenzialità Lindsay Anderson, il maestro del free cinema britannico (un movimento cinematografico britannico, culturale, sociale e politico di sinistra, degli anni cinquanta e sessanta), che lo vuole protagonista di If, film che vince la Palma d'oro a Cannes nella rovente edizione del 1968. È un successo folgorante che lo impone istantaneamente sulla scena inglese.

L'incontro

Anderson sarà il vero maestro di McDowel e ne farà il suo alter ego in una memorabile trilogia che comprende Oh Lucky Man! (1973) e Britannia Hospital (1982). L'anno fatale è però il 1971 quando incontra Stanley Kubrick, che però il nostro non conosce. Si dice che il regista non avesse dubbi sulla scelta dell’interprete del drugo Alex DeLarge, che nemmeno chiese a Malcolm McDowell di fare un provino. Ma il giovane attore non lo conosce e lo avrebbe confuso con Stanley Kramer che aveva diretto Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo e Vincitori e vinti. Poi l’amico Lindsay Anderson gli fece vedere 2001: Odissea nello spazio. "Kubrick aveva un talento incredibile - ricorda Malcolm - ha fatto tanti capolavori differenti tra loro e io sono fiero di essere stato il protagonista di uno di questi".

Un set leggendario

Ciononostante, la storia del cinema è piena di aneddoti contraddittori sulla loro collaborazione, compresa la brutalità con cui venne sottoposto alle scene della tortura di Stato: Alex è costretto a vedere film violenti con gli occhi tenuti aperti da morsetti usati per delicati interventi chirurgici oculari. E la cosa, nonostante gli occhi di McDowell fossero anestetizzati, creò non pochi problemi all’attore. Pare che quegli strumenti dovessero essere usati solo su pazienti sdraiati, ma Kubrick avrebbe insistito sul fatto che il personaggio stesse seduto a guardare filmati per la sua riabilitazione: risultato, la cornea di McDowell sarebbe stata danneggiata e avrebbe avuto problemi alla vista per qualche tempo. I produttori tennero un dottore sul set: il medico fece anche un’apparizione nella scena, applicando delle gocce all’attore per impedire che gli si seccassero gli occhi.

(ansa)

Il cattivo

L'attore si trova così il personaggio del cattivo incollato addosso, nonostante abbia recitato per Joseph Losey (Caccia tragica), Stuart Rosenberg e Martin Ritt (transfughi di Hollywood come Losey e lo stesso Kubrick), Robert Altman (due volte), Paul Schrader ("Nel Bacio della pantera mi sono molto divertito, c'era Nastassja Kinski giovanissima che girava nuda tutto il giorno"). "A 28 anni non ero mica un profeta - ricorda spesso - Arancia meccanica mi pareva un buon film e basta. Non immaginavo che sarebbe diventato eterno: sono stato fortunato, ed è bello essere sempre ricordato soprattutto per quel ruolo. Nessun rimpianto, ci mancherebbe".

Cinecittà e Tinto Brass

Di conseguenza dapprima ne è lusingato, la parte del villain gli frutta buoni contratti e notorietà in America. In seguito lo spingerà invece a un'esistenza errabonda e ribelle in cui solo la curiosità, la bella vita, le amicizie, l'attrazione per l'Italia faranno da bussola. Sbarca a Cinecittà nel 1979, sulfureo protagonista del mutilato Caligola di Tinto Brass. "Era un set davvero complicato - ricorda - e tutti erano un po' pazzi; i produttori volevano perfino accoppiarmi a un maiale".

Ancora in Italia

Tornerà in Italia nel 1989 per Mortacci di Sergio Citti e per Ugo Gregoretti in Maggio musicale dello stesso anno. Infine nel 2002 accetterà la chiamata di Edoardo Ponti per Cuori Estranei e poi quella di un amico autentico come David Grieco per il quale si incarna nel più spietato serial killer dell'Unione Sovietica: Evilenko (2004). "Dovete rendervi conto - diceva in quell'occasione - che io sono un attore professionista e non porto mai nessuno dei miei personaggi a casa con me. Mia moglie ne sarebbe infastidita: non credo che le piacerebbe sedersi a cena con Evilenko".

'Star Trek' e 'Call of duty'

Nel corso di una carriera lunghissima è stato scelto da registi come Blake Edwards e Marion Hansel, Roland Emmerich e Richard Lester, ma è finito anche nell'equipaggio spaziale di Star Trek - Generazioni (1994), ha prestato la voce a cartoni animati e videogiochi (Call of duty è il più recente), è apparso in serie tv e perfino in un videoclip (Snuff nel 2009). Continua a lavorare al ritmo di due o tre film l'anno, con la terza moglie (l'artista Kelley Kuhr, sposata nel 1991) ha avuto tre figli che si aggiungono ai due del matrimonio con Mary Steenburgen. E trascorre il suo tempo tra la California e la Toscana. E come direbbe Alex: "Io voglio essere buono. Voglio essere, per il resto della mia vita, solamente un atto di bontà".