LONDRA - Alla lettura della sentenza ha abbracciato in lacrime i suoi avvocati. Per Kevin Spacey è la fine di un incubo: dopo un processo di un mese in un tribunale di Londra, il 64enne attore americano, due volte premio Oscar, è stato assolto da tutte le accuse di abusi sessuali nei confronti di quattro uomini. I giurati hanno creduto alla versione di Spacey, secondo cui gli accusatori, giovani uomini tra i 20 e i 30 anni, da lui conosciuti fra il 2004 e il 2013 mentre dirigeva l’Old Vic, uno dei più famosi teatri di prosa della capitale britannica, volevano estorcergli denaro sostenendo di avere subito violenze. Nella requisitoria, il pubblico ministero lo ha definito “un bullo sessuale”. Ma lui ha risposto di avere avuto soltanto rapporti consensuali con due degli accusatori e che tutto il resto sono menzogne. Adesso il protagonista della serie House of cards e di tanti film di successo cercherà di ricostruire una carriera che era stata completamente fermata dal procedimento l…
LONDRA - Alla lettura della sentenza ha abbracciato in lacrime i suoi avvocati. Per Kevin Spacey è la fine di un incubo: dopo un processo di un mese in un tribunale di Londra, il 64enne attore americano, due volte premio Oscar, è stato assolto da tutte le accuse di abusi sessuali nei confronti di quattro uomini. I giurati hanno creduto alla versione di Spacey, secondo cui gli accusatori, giovani uomini tra i 20 e i 30 anni, da lui conosciuti fra il 2004 e il 2013 mentre dirigeva l’Old Vic, uno dei più famosi teatri di prosa della capitale britannica, volevano estorcergli denaro sostenendo di avere subito violenze. Nella requisitoria, il pubblico ministero lo ha definito “un bullo sessuale”. Ma lui ha risposto di avere avuto soltanto rapporti consensuali con due degli accusatori e che tutto il resto sono menzogne. Adesso il protagonista della serie House of cards e di tanti film di successo cercherà di ricostruire una carriera che era stata completamente fermata dal procedimento legale.
È stato uno dei processi più seguiti scaturiti dal movimento #MeToo e uno dei pochi concluso con l’assoluzione dell’imputato. Con un attore del suo calibro pronto a farsi interrogare è stato anche uno show per la giuria, il giudice, gli avvocati, i cronisti e lo sparuto pubblico di curiosi riusciti a entrare in aula: in Inghilterra, diversamente dagli Stati Uniti, le telecamere non possono entrare in una corte di giustizia. “Frottole, una follia, una pugnalata alla schiena, questi quattro sono soltanto alla ricerca di soldi, soldi e ancora soldi”, ha detto Spacey alla pubblica accusa. Ha ammesso di avere avuto rapporti sessuali con un suo autista e un aspirante attore, e di avere “allungato una mano” verso un uomo a un party. Ma ha respinto l’accusa di averlo aggredito “come un cobra” in un teatro: “Niente del genere è mai avvenuto”.
La sua deposizione nel corso delle quattro settimane di udienze ha permesso al pubblico di ascoltare anche aneddoti su Hollywood: le sue conversazioni con Jack Lemmon, Richard Harris e Joan Collins, la volta che donò un tavolo da ping-pong a Judy Dench, quella che comprò “la Mini Cooper più cara della storia” a una cena di beneficenza organizzata da Elton John. Il cantante ha testimoniato a favore di Spacey, di cui è grande amico, in un video collegamento con il processo.
Dopo la lettura del verdetto da parte del presidente della giuria, il giudice ha annunciato solennemente: “Lei è assolto da ogni accusa”. È stato allora che Spacey ha abbracciato i propri avvocati, chiaramente emozionato. I legali di due degli accusatori hanno reso noto che potrebbero perseguirlo in sede civile, nella speranza di ottenere un risarcimento danni. Ma l’accusa più grave, quella di stupro e abusi sessuali, che poteva farlo finire in carcere, è caduta. Un’accusa che lo ha messo al bando per qualche anno nella sua Hollywood. A Londra, che Kevin Spacey aveva lasciato nel 2015, al termine del mandato come direttore dell’Old Vic, l’attore ha ottenuto una riabilitazione. Un colpo di scena degno di House of cards.