Dal Vicodin all’alcol, tutte le dipendenze di Matthew Perry
Dietro al sarcasmo di Chandler, l’amatissimo personaggio di Friends, c’era Matthew Perry con la sua vicenda umana travagliata e dolente. "Ero nel fuoco incandescente della fama ma l'idillio è durato solo otto mesi e non riempiva nessun buco nella mia vita", aveva rivelato parlando del successo ottenuto con la serie.
L’alcol
Il suo precario stato mentale lo portò ad affrontare una dipendenza dall’alcol: tra la terza e la settima stagione della sitcom la sua presenza sul set fu fortemente condizionata dal problema, al punto che nel 1997 Perry venne ricoverato in una clinica di riabilitazione del Minnesota, dove trascorse circa un mese. Gli effetti del ricovero durarono poco: in breve tempo Perry riprese a bere e nel 2000 l’abuso di alcol (con una spiccata preferenza per la vodka) gli provocò una pancreatite che lo costrinse a un ricovero in ospedale a Los Angeles.
Il Vicodin e i dolori
La vodka non era però l’unico problema che ha devastato la vita dell’attore: nel 1997 rimase vittima di un incidente sul set del film Mela e tequila – Una pazza storia d’amore con sorpresa, di cui era protagonista a fianco di Salma Hayek, e per combattere il dolore iniziò ad assumere il Vicodin, un farmaco potente che combatte il dolore ma che crea dipendenza, al punto che Perry era arrivato ad assumerne 55 pastiglie al giorno.
Nove milioni di dollari per la disintossicazione
Nella sua biografia Friends, Lovers e The Big Terrible Thing Matthew Perry confessò di essere andato in riabilitazione quindici volte, di avere provato a disintossicarsi definitivamente sessantacinque volte e di avere speso quasi nove milioni di dollari per cercare di tornare libero dalle sue dipendenze.Nonostante tutto, nel 2018 Matthew venne ricoverato in una clinica di Los Angeles con il colon devastato da un'overdose di oppiacei: per risolvere il problema furono necessari quindi interventi chirurgici. L'attore rimase in coma per due settimane e per i medici aveva solo il 2% di possibilità di sopravvivere.
Cinque minuti di arresto cardiaco
Nonostante fosse dato per spacciato dagli stessi medici, Perry riuscì ancora una volta a cavarsela, ma nel 2020 fu costretto a un nuovo tentativo di riabilitazione: durante il ricovero venne sottoposto a un intervento ma un'iniezione di Propofol gli causò un arresto cardiaco durato cinque minuti.