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Claudia Mori compie 80 anni: dal matrimonio con Adriano Celentano alla carriera, tra musica, cinema, talent e produzioni

Claudia Mori compie 80 anni: dal matrimonio con Adriano Celentano alla carriera, tra musica, cinema, talent e produzioni

L’incontro tra i due artisti risale al 1963, sul set del film ‘Uno strano tipo’. “Le scelte della mia vita sono state soltanto mie. Adriano è stata ‘la scelta’ più entusiasmante, ma non è mai facile essere la moglie o il marito di qualcuno”

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Carattere, ironia e fascino, Claudia Mori (Moroni all’anagrafe), il 12 febbraio compie 80 anni. Con Adriano Celentano sono “la coppia più bella del mondo”, non c’è dubbio; bruna, con gli occhi verdi, è una donna di rara bellezza. Nel 1959 viene scelta come protagonista della commedia Cerasella in cui recita accanto a un giovane Mario Girotti, che avrebbe scelto come nome d’arte Terence Hill. L’anno dopo Luchino Visconti le assegna una piccola parte in Rocco e i suoi fratelli.

L’incontro con Celentano risale al 1963, sul set del film Uno strano tipo. Colpo di fulmine, lui lascia Milena Cantù; lei il calciatore Francisco Ramon Lojacono . I rotocalchi dell’epoca si scatenano. Si sposano nel 1964 in segreto - e di notte - nella chiesetta di San Francesco a Grosseto il 14 luglio. Tre figli: Rosita (1965), Giacomo (1966) e Rosalinda (1968).Nel libro Due guerrieri innamorati del 2014, domanda al marito: “Ma dimmi, Adriano, 52 anni fa, quando ci siamo incontrati per la prima volta ad Amalfi per girare il film Uno strano tipo (io non volevo farlo, fu mia sorella a insistere; era una tua fan scatenata. Io no), folgorati dalla bellezza di entrambi, stravagante, misteriosa, fuori dalla norma in ogni nostro gesto o silenzio, potevamo immaginare tutto quanto stiamo vivendo da 52 anni? 50 di matrimonio più 2 di fidanzamento burrascoso!”.

Mori passa dal cinema (Yuppi Du) alla televisione - anche giurata a X Factor accanto a Mara Maionchi e Morgan nel 2009 -, a canzoni di grandissimo successo, Buonasera dottore, Non succederà più. Diventa celebre come cantante nel 1967 sul palco di Sanremo con La coppia più bella del mondo, nel 1970 è la volta di Chi non lavora non fa l’amore, che diventa quasi un inno.

In un’intervista a Repubblica, parlava dei tanti ruoli: cantante, attrice, produttrice, moglie e madre. “Le scelte della mia vita sono state soltanto mie” spiegava “certi ruoli fanno parte del bagaglio di ogni essere umano e in questo caso, di una donna. Preferisco essere l’insieme di tutti. Ma se proprio vuole che risponda come se fossimo a un quiz, aver conosciuto Adriano è stata ‘la scelta’ più entusiasmante ancora oggi. Non è mai facile essere la moglie o il marito di qualcuno. Condividere la vita in ogni sua sfaccettatura con un’altra persona che decidi di sposare nel momento della massima passione e amore. Il difficile viene col tempo che passa, quando tutto si palesa nel bene e nel male e se non c’è un progetto d’amore più ampio, è facile arrivare alla separazione. Oggi è più difficile trovare le motivazioni per stare insieme tutta la vita, desiderandolo. Ci sono più stimoli in senso opposto. Amarsi nel rispetto reciproco, senza condizionamenti, difendere le proprie idee e ruolo, scegliere… Io ho avuto la fortuna di non aver mai dovuto rinunciare a essere me stessa. Con le mie idee, con le mie scelte, con i miei limiti e errori. Non è stato facile ma ci siamo riusciti io e Adriano. Per merito di tutti e due”.

Diventa manager e produttrice: realizza per la tv con la Ciao Ragazzi fiction di successo come De Gasperi, Einstein, Rino Gaetano - Ma il cielo è sempre più blu e C’era una volta la città dei matti… dedicata alla storia di Franco Basaglia. E una collezione di bellissimi film tv, Mai per amore, contro la violenza sulle donne.

Appassionata e battagliera, ha fatto della discrezione la sua cifra. Ha sempre difeso la privacy della sua famiglia. Nel 2013, dopo che la figlia Rosalinda aveva rivelato il suo legame con la compagna a Vanity Fair, Mori aveva spiegato al Corriere della sera: “Io credo che i ragazzi vadano aiutati non a cambiare, ma a sopportare questa società violenta e razzista”; e che Rosalinda “sarebbe rimasta la loro figlia amorosa di sempre, che vorremmo vedere più felice e serena perché la nostra felicità dipende dalla sua”.

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