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Ornella Muti: “Vado in Russia per scrivere il libro della mia vita”

Ornella Muti: “Vado in Russia per scrivere il libro della mia vita”

L’attrice sta partendo per Mosca con la figlia Naike Rivelli

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No, non è un film. Ornella Muti va a Mosca, sta studiano il russo ed è intenzionata a scrivere il libro della vita. L’attrice, classe 1955, che nella sua lunga carriera ha lavorato, fra gli altri, con registi come Mario Monicelli, Dino Risi, Marco Ferreri, Carlo Verdone, Woody Allen, Francesco Nuti e Paolo Virzì, sta partendo per la capitale russa. Ornella Muti, nome d’arte di Francesca Romana Rivelli è diretta verso Mosca con la figlia Naike Rivelli. "Andiamo per portare un pò di EcoFashion in Russia e per sostenere le tante stiliste donne russe che fanno moda artigianale, come la mia amica Ulyana Sergeenko. Andremo anche a un evento per giovani artisti promettenti – racconta l'attrice in un’intervista all'Adnkronos alla vigilia della partenza - io sono mezza russa, mia madre era russa e a Mosca ho tanti amici e parenti che non vedo l'ora di rivedere". La mamma di Ornella Muti è morta nell’ottobre del 2020 a 91 anni e si chiamava Ilse Renate Krause, scultrice di origine estone. Muti ha sfilato, per la prima volta in veste di modella, per la stilista russa Ulyana Sergeenko diverse volte negli ultimi anni.

A Mosca Ornella Muti inizierà a scrivere il libro della sua vita: "Lo farò assieme a una mia carissima amica poetessa, Flaminia Cruciani, sarà quindi un libro scritto da due donne. In Russia andrò in giro a visitare i luoghi dove è stata mia madre, mia nonna invece era di San Pietroburgo, e scatterò anche delle foto che inserirò nel mio libro per raccontare le mie origini russe". Sarà un volume quindi dove Muti ripercorrerà non solo la sua immensa carriera professionale ma anche la sua vita più intima e personale. Oltre al cinema Ornella Muti nel 2022 è stata una delle co-conduttrici del Festival di San Remo con Amadeus.

"A Mosca - continua Naike Rivelli - festeggeremo anche il compleanno di mamma, il 9 marzo. E' importante ricordare le nostre origini e da dove veniamo. Stiamo andando lì in particolare per sostenere l'arte e la cultura delle donne e per rivedere amici e parenti. In Russia mia madre è molto amata. Lei è sempre andata lì a fare film, anche quando c'era il comunismo e si respirava un'aria di paura, quando nessuno andava in Russia. Davanti al lavoro non si è mai tirata indietro".

"L'arte e la cultura danno sempre speranza a tutti, in qualsiasi momento - sottolinea Ornella Muti - penso che dovremmo uscire da questa visione dove la politica ha la supremazia su tutto. La cultura è cultura, è trasversale alla politica, altrimenti avvaloriamo criteri dove dovremmo mettere al bando la cultura russa. Allora facciamo - dice provocatoriamente - un grande rogo e bruciamo Feder Dostoevskij e Lev Tolstoj. Dovremmo fare uno switch al politicamente corretto e al culturalmente corretto, dobbiamo rispettare la cultura come inviolabile e mai sotto scacco della politica".

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