NEW YORK – L’arte di invecchiare, secondo Isabella Rossellini, è un oscillare tra ottimismo e incoscienza, tra inseguire i sogni e farsi sopraffare dai problemi, gettarsi in nuove sfide, come un corso di ornitologia, e non considerare mai di essere nell’ultimo atto della propria vita. E, se capita, stare lontano dalle feste. In una foto su Instagram Rossellini indossa un enorme cappello di lana, irradiando il suo sorriso dalla sua tenuta di Long Island. A questa traccia si arriva su indicazione della giornalista del New York Times, che ha intervistato l’attrice, regista, modella, per parlare della sua ultima avventura cinematografica, la parte di una donna anziana nel film La Chimera di Alice Rohrwacher, in uscita in Usa a fine marzo.
L’intervista diventa una specie di bilancio, non conclusivo, naturalmente, e una riflessione su come vivere, invecchiando, a 71 anni, senza avere paura di farlo, senza intravedere declini o una botola dentro cui lentamente sprofondare. Rossellini parla della sua vita di campagna. “Io credo - spiega - che servono due ingredienti per aprire un’azienda agricola: ottimismo e ignoranza. L’ottimo è tipo: oh, è un pezzo di sogno, non sarebbe bello averne una? Certo. E l’ignoranza su quanto sia dura e quanto serve per farlo funzionare finanziariamente”. Non ci sono più molte aziende agricole nei dintorni, a sudest di New York. Lei ha cominciato a metterci gli animali. Prima aveva gatti e cani, una passione nata a 14 anni quando il padre le regalò un libro dell’etologo Konrad Lorenz, L’anello di re Salomone, ispirato alla leggenda dell’anello che permetteva al sovrano di parlare con gli animali e comprendere il linguaggio. “Quella - racconta al Times - fu come un’illuminazione. Quando sono diventata grande e lavoravo meno come modella, dissi: bene, torno a scuola e mi metto a studiare etologia. Da sessantenne mi sono iscritta a scuola”.
Lo studio, gli allevamenti, gli animali, le pecore, l’arte della lana, la terra. La prima parte della vita di Rossellini è stata definita dalla fama di altre persone: la madre star del cinema, Ingrid Bergman. Il padre, il regista Roberto Rossellini. Isabella era sposata a Martin Scorsese, poi si era legata a David Lynch, che l’aveva diretta nel film dell’86 Blue Velvet. Ma poi ha costruito una propria carriera, diventando il volto di Lancôme fino a quando, quarantenne, non venne scaricata perché considerata troppo vecchia. A quel punto, si chiese cosa avrebbe fatto del resto della sua vita. Quello è stato il momento del nuovo inizio, in cui il processo di invecchiamento, come sa bene chi dà una svolta alla propria esistenza, comincia magicamente a rallentare rispetto alle persone che ci stanno attorno. Rossellini cominciò a scrivere libri, a tornare a scuola, comprare la fattoria, imparare la vita da single.
Nel film La Chimera fa la parte di una matriarca che invecchia non con la stessa eleganza, in una storia di tombaroli ambientata nella Tuscia. “Alice, la fantastica regista - aggiunge - un giorno mi disse, per tranquillizzarmi sul film: ho un orto dove coltivo verdure, se tutto dovesse andare male e non potrò fare un altro film, sopravviverò. Ho il mio orto, so come fare la contadina. La prima cosa da imparare è coltivare la terra, perché ti rende indipendente”. Su Instagram Rossellini appare gioiosa e solare. Il segreto di invecchiare bene è “nel seguire ciò che ti affascina, è un ingrediente semplice”. “Non vivo per essere un modello per altri - aggiunge - vivo la mia vita al meglio”. La nostra identità, risponde alla domanda del perché non abbia un partner, non è data dall’uomo che ti sta a fianco, ma dalla “conoscenza, i figli, le amicizie, la curiosità”. “Non sono gli uomini a definirci, non è necessario”. “Quando ero giovane - confessa - mi chiedevano sempre: chi è il tuo fidanzato? Ora non me lo chiedono più. Mi fa sentire giovane”. Le hanno proposto di fare un podcast, chiamandolo Il terzo atto o L’ultimo atto. Ma “ultimo” non è un termine in linea con il personaggio. “Okay - è stata la sua risposta - mi piacerebbe, ma chi lo sa? Potrebbe non essere l’ultimo atto. Potrei sempre tornare come fantasma. State attenti”.