Spettacoli

Marco Giallini: “Le canne di Schiavone? Io amo i polizieschi ma non vado a sparare per strada”

Marco Giallini
Marco Giallini (ansa)

L’attore, su Rai 2 con la nuova stagione della serie tratta dai libri di Antonio Manzini, torna sulla questione della cannabis. “Capisco che la tv possa essere vista anche da persone che non distinguono la realtà dalla finzione...”

1 minuti di lettura

ROMA – "Capisco che una rete televisiva possa essere vista anche da persone che non sono in grado di distinguere la realtà dalla finzione, ma una serie resta una serie. Da piccolo vedevo i film di Tomas Milian, mi piaceva molto il genere poliziesco, ma non per questo ho iniziato a sparare per strada. Se sei scemo, sei scemo sempre, anche senza Schiavone che si fa le canne". La prima canna in tv se la fece nel 2016, Rocco Schiavone. Da allora se ne è fatte parecchie, ogni volta il dibattito si rianima poi si spegne – esattamente come uno spinello – e a ogni ritorno in tv (la nuova stagione è su Rai 2) Marco Giallini è costretto a dire, spiegare, smorzare. Rispondendo a chi gli chiede se ritenga che la serie sia non adatta al pubblico di Rai 1.

Giallini nella n uova stagione di "Rocco Schiavone" in onda su Rai 1
Giallini nella n uova stagione di "Rocco Schiavone" in onda su Rai 1 

Non è difficile da capire, ma quell’abitudine fa parte del personaggio “e nei suoi panni mi trovo bene – dice l’attore a Fanpage – perché siamo simili, è un personaggio maledetto, un po' noir e sopra le righe. Le personalità come la sua hanno sempre avuto successo nella storia del cinema, è un perdente e questo lo rende affascinante. La gente gli vuole bene per questo". Come tutti, aggiunge, anche Schiavone e Mazinga, il “celerino” che interpreta nella serie Netflix ACAB “hanno i loro problemi, la divisa non li rende meno umani, ma questo vale per qualsiasi lavoro: ogni mestiere ha i suoi lati oscuri e le sue difficoltà e questo vale anche per chi lavora nelle forze dell'ordine".

Giallini è Mazinga nella serie Netflix "ACAB"
Giallini è Mazinga nella serie Netflix "ACAB" 

E quella voce arrochita, che è sempre stata una sua caratteristica ma adesso è ancora più evidente? "Ho le corde vocali ispessite a causa del fumo, ma mi sto curando - racconta Giallini - dovevo iniziare una terapia a base di cortisone, ma essendo un percorso piuttosto lungo l'ho rimandata più volte. Dopo la cura, la voce tornerà come prima. Sono anche dimagrito, è vero, ho perso cinque chili per fare un altro film e non sono riuscito a riprenderli in tempo. Con l'età, ora si notano ancora di più. Io stesso, a volte mi guardo e penso: 'Oddio, sembro morto'".

I commenti dei lettori