Spettacoli

Processo P.Diddy, Justin Bieber rompe il silenzio: “Non sono tra le vittime degli abusi”

2014 Prince Williams
2014 Prince Williams 

Proseguono le udienze a New York. Il rapper e produttore rischia dai 15 anni di carcere all’ergastolo

1 minuti di lettura

Da quando, nel settembre scorso, il rapper Puff Diddy – il cui vero nome è Sean Combs – è stato arrestato con accuse di abusi, violenze e sfruttamento della prostituzione con insistenza è stato fatto il nome di Justin Bieber, che a 16 anni era uno dei protegé del rapper, come possibile vittima delle feste estreme di sesso e violenza che si tenevano nella sua villa.

Nell’abisso di P. Diddy. Processo alle star – Il longform

L’accusa è venuta dal produttore hip hop Marion “Suge” Knight, in carcere per aver ucciso un uomo investendolo con il suo furgone, che aveva detto: “Hanno fatto sesso con lui e hanno tenuto segreta la storia per tutto questo tempo, ma non c’era una sola persona nell’ambiente che non ne fosse a conoscenza”. Oltre a questa dichiarazioni ci sono una serie di video inquietanti, in cui si vede il Bieber adolescente frequentare queste feste diventate drammaticamente famose, che sono emerse negli ultimi tempi.

L’avvocato di Bieber, che è in un momento di grande crisi artistica e professionale come confermato dalla moglie Hailey Baldwin, ha fatto sapere ai media americani: "Sebbene Justin non sia tra le vittime di Sean Combs, ci sono persone che sono state realmente danneggiate da lui. Spostare l'attenzione da questa realtà significa sminuire la giustizia che queste vittime meritano di diritto”.

Il processo è iniziato il 5 maggio scorso con la selezione della giuria, le discussioni in aula sono cominciate questa settimana, il musicista rischia dai 15 anni all’ergastolo. Nella deposizione di ieri la ex fidanzata Cassandra Ventura ha raccontato la violenza subita nel maggio del 2016: "Mi afferrava, mi spingeva giù, mi colpiva alla testa, mi prendeva a calci". Il video è stato mostrato in aula. La cantante, conosciuta con il nome d’arte di Cassie, ha testimoniato che le maratone sessuali a base di droga chiamate "freak-off" la facevano sentire "inutile" e "umiliata", ha fornito dettagli su frequenti violenze fisiche, compresa una violenza sessuale nel 2018, e ha raccontato che l'avrebbe ricattata minacciando di pubblicare video espliciti che avrebbero danneggiato la sua carriera.

I commenti dei lettori