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Roberto Bolle: “Lo stupore di una festa a casa Armani, io giovane ballerino vestito da paggetto”

Roberto Bolle con Giorgio Armani e la nipote dello stilista, Roberta 

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Un rapporto di stima e affetto consolidato negli anni, il danzatore ricorda il primo incontro: una grande festa “che per me rappresentava lo spaccato di un sogno”
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ROMA – Roberto Bolle è nel pieno di On Dance, la festa della danza, a Milano. Una settimana di spettacoli, incontri, workshop, che si chiude domenica con l’atteso Ballo in bianco in piazza Duomo. Definisce Giorgio Armani «un monumento nazionale, un nome identificativo dell’italianità, una di quelle figure che hanno contribuito a cambiare la percezione del nostro paese nel mondo».

Il vostro primo incontro?

«La prima volta ero giovanissimo, fu un’occasione molto particolare. Era il 1991, forse 1992, ero un giovane allievo della scuola di ballo e insieme ad altri allievi, tutti giovani ballerini, partecipai a una grande festa a palazzo Armani. Eravamo in costume da paggetto e dovevamo creare una sorta di scenografia della festa, alcuni di noi nelle sale, altri sulle scale ad accogliere gli ospiti. Una serata incredibile, nella mia vita non avevo mai assistito a nulla del genere, ricordo Sophia Loren, Eva Herzigova, le top …

ROMA – Roberto Bolle è nel pieno di On Dance, la festa della danza, a Milano. Una settimana di spettacoli, incontri, workshop, che si chiude domenica con l’atteso Ballo in bianco in piazza Duomo. Definisce Giorgio Armani «un monumento nazionale, un nome identificativo dell’italianità, una di quelle figure che hanno contribuito a cambiare la percezione del nostro paese nel mondo».

Il vostro primo incontro?

«La prima volta ero giovanissimo, fu un’occasione molto particolare. Era il 1991, forse 1992, ero un giovane allievo della scuola di ballo e insieme ad altri allievi, tutti giovani ballerini, partecipai a una grande festa a palazzo Armani. Eravamo in costume da paggetto e dovevamo creare una sorta di scenografia della festa, alcuni di noi nelle sale, altri sulle scale ad accogliere gli ospiti. Una serata incredibile, nella mia vita non avevo mai assistito a nulla del genere, ricordo Sophia Loren, Eva Herzigova, le top model dell’epoca. Per me era uno spaccato di un sogno, di un mondo che non avrei mai immaginato e che invece, con il passare degli anni, ho avuto la fortuna e il privilegio di frequentare. Avevo 21 anni quando sono diventato primo ballerino alla Scala e ho avuto l’opportunità di rivederlo più volte. Amava il balletto, quando ci dicevano “c’è il signor Armani in platea” sapevamo che poi sarebbe venuto a salutarci nel backstage. Negli anni si è consolidato un rapporto di grande affetto, anche io sono andato spesso alle sfilate ad ammirare le sue creazioni».

Armani alla Scala con Sophia Loren 

Che cosa rappresenta il mondo di Armani?

“«Il meglio dell’Italia. La sua eleganza, la sua creatività hanno conquistato il cuore degli americani prima, e poi del resto del mondo. E’ la parte bella del nostro paese che ha saputo parlare con il linguaggio dell’eccellenza».

Eleganza e creatività accomunano quel che lei porta in palcoscenico e ciò che Armani ha portato per anni in passerella.

«Ci accomuna lo stile. Che affonda le radici nella cultura e nella storia del nostro paese. E’ una comunione di sensibilità che ci avvicina e ci ha tenuti sempre molto legati. Una comune eleganza nel porsi e nell’essere, quel fattore un po’ speciale che forse per un ballerino è più naturale ma per uno stilista era un valore aggiunto assoluto».

E’ uscito proprio ieri “Roberto Bolle”, un volume prezioso che racconta la sua storia attraverso gli scatti di maestri della fotografia. Ma ci sono anche dei pensieri, tra cui proprio quello di Armani.

«Ha speso parole bellissime. “L’ho visto danzare molte volte al Teatro alla Scala”, scrive, “e in ogni occasione ho avuto la sensazione di nutrire occhi, orecchie, pensiero, stupendomi ogni volta della sua possanza fisica e di come il suo corpo, modellato come una statua classica, sul palco diventi plastico e quasi immateriale”.

Il volume "Roberto Bolle", appena uscito, che racconta la carriera del danzatore attraverso gli scatti dei maestri della fotografia 

Un pensiero bellissimo. La sua gentilezza non era affettazione, quello che Armani ha saputo lasciare, oltre alle creazioni estetiche, è proprio questo: il cuore, l’eleganza, la raffinatezza, esaltati in un modo che solo lui sapeva interpretare e declinare ogni volta in modo diverso. Rimanendo fedele a se stesso».

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