Un fiume in piena. Nell’intervista firmata da Selvaggia Lucarelli per Il Fatto Quotidiano, Lucio Presta ripercorre la sua carriera e soprattutto regola i conti con alcuni dei volti più noti della televisione italiana. Il potente agente dei vip alterna ricordi, rivendicazioni e stoccate durissime, raccontando retroscena che attraversano anni di Rai e tv commerciale.
Tra i passaggi più taglienti c’è quello dedicato a Stefano De Martino, oggi tra i conduttori di punta del servizio pubblico. Presta rivendica di aver contribuito in modo decisivo al suo percorso professionale, in particolare per averlo sostenuto nella corsa a programmi importanti in Rai. Poi, però, la rottura: “Ho fatto di tutto per lui, poi ha scelto un’altra strada”, lascia intendere. E racconta l’ultimo incontro ai palinsesti, gelido: “Mi ha salutato e io ho risposto: ‘Non saluto i traditori’”. Un giudizio che non cancella una certa stima personale – “resta simpatico e ambizioso” – ma sancisce la fine di un rapporto.
Non meno affilato l’affondo su Amadeus, per anni suo sodale artistico e protagonista del rilancio del Festival di Sanremo. Secondo Presta, il passaggio al Nove sarebbe stato un errore di valutazione: “Ha pagato un prezzo altissimo per stupidità e per i soldi”. L’agente sostiene che il conduttore abbia sopravvalutato la forza personale del proprio pubblico, ritenendo di poter replicare altrove il successo costruito in Rai. Un’analisi amara, che segna una distanza netta rispetto al passato.
Ancora più doloroso il capitolo dedicato a Paolo Bonolis, con cui Presta ha condiviso anni di successi e un legame anche umano. “Siamo stati la fortuna l’uno dell’altro”, riconosce, ma aggiunge che la separazione non avrebbe dovuto consumarsi in quel modo. Le sue parole sono cariche di malinconia: dice di vederlo “invecchiato e infelice”, quasi prigioniero di una “sindrome di Stoccolma” professionale. “Mi manca terribilmente”, ammette, lasciando intravedere più rimpianto che rabbia.
Nel lungo racconto non mancano episodi di colore, come le richieste eccentriche di Heather Parisi, ricordata per pretese improvvise e capricci organizzativi che l’agente racconta con tono tra l’ironico e l’incredulo. Ma l’intervista è anche l’occasione per un giudizio severo sulla gestione della Rai e sulle dinamiche interne ai palinsesti.
Infine, uno sguardo alla sfida dell’access prime time: Presta promuove Gerry Scotti, elogiandone l’entusiasmo e la solidità davanti a format collaudati. Quanto a De Martino, ribadisce che il servizio pubblico non avrebbe saputo “marcare il territorio” nel momento decisivo, lasciando spazio alla concorrenza.