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Morte di Matthew Perry, la spacciatrice condannata a 15 anni

(reuters)
Jasveen Sangha, soprannominata la regina della ketamina, è stata condannata per tre capi d’accusa
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Jasveen Sangha, la spacciatrice di Los Angeles che aveva venduto a Matthew Perry la ketamina che aveva causato la morte dell'attore è stata condannata a 15 anni di prigione. La donna si era dichiarata colpevole l'anno scorso di cinque capi d'accusa federali legati all'overdose di Perry: tre capi d'accusa per distribuzione di ketamina; un capo d'accusa per distribuzione di ketamina con conseguente morte o gravi lesioni personali; e un capo d'accusa per "gestione di un immobile adibito ad attività di spaccio".

I procuratori hanno sottolineato che i clienti conoscevano la Sangha come la "Regina della Ketamina" e hanno affermato che la donna venne a conoscenza dell'interesse di Perry per la ketamina tramite una conoscente che era in contatto con l'assistente personale dell'attore. Sangha si offrì di inviare un campione all'assistente di Perry, il quale finì per acquistare 50 fiale per conto dell'attore. Una di quelle fiale conteneva la ketamina che ha ucciso Perry, il cui corpo senza vita venne trovato il 28 ottobre 2023 nella sua casa di Los Angeles. L'attore aveva 54 anni.

Durante il processo è stato spiegato come l'attore di Friends fosse finito vittima di questi medici e spacciatori senza scrupoli. "Matthew Perry ha cercato un trattamento per la depressione e l'ansia e si è recato in una clinica locale dove è diventato dipendente dalla ketamina per via endovenosa", ha detto Anne Milgram, amministratore della Drug Enforcement Administration. "Quando i medici della clinica si sono rifiutati di aumentare il suo dosaggio, si è rivolto a dottori senza scrupoli che hanno visto in Perry un modo per fare soldi in fretta".

Secondo l'accusa federale, l'abitazione della donna, cittadina statunitense e britannica, era un vero e proprio "emporio di spaccio" che le permetteva di finanziare uno stile di vita lussuoso. Durante una perquisizione nella sua casa di Los Angeles, le autorità avevano sequestrato decine di fiale di ketamina e migliaia di pillole tra metanfetamine, cocaina e Xanax, che Sangha forniva dal suo "stash house" di North Hollywood almeno dal 2019. Sangha aveva inizialmente negato le accuse, ma a pochi mesi dall'inizio del processo ha cambiato dichiarazione di colpevolezza. Nel patteggiamento ha ammesso anche di aver venduto ketamina a un altro uomo Cody McLaury nel 2019, morto poche ore dopo l'acquisto. L'imputata rischiava una condanna massima di 65 anni di carcere ed è detenuta dal agosto 2024.

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