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Quei luoghi che diventano musica e memoria

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Dal Monumentale di Milano a Centocelle, da Frosinone all’Emilia paranoica: quando le città smettono di fare da sfondo e diventano canzoni e sentimenti che restano nella memoria collettiva
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Vieni all'ombra dei cipressi /dona amore al pomeriggio a chi sospende la sua vita / tra le urne amiche del monumentale

Monumentale, Rachele Bastreghi e Francesco Bianconi (2013)

Luoghi e sentimenti. O meglio: luoghi è sentimenti. Quando le città e i territori non si limitano a suscitare emozioni ma li incarnano: questo è il percorso periglioso che abbiamo tentato e di cui stiamo raccogliendo le tracce. Ecco alcuni suggerimenti. Luigi Lombardo: “Davvero intenso è il rapporto dei Baustelle con Milano, a cui hanno dedicato i titoli di varie canzoni da Un romantico a Milano a Milano è la metafora dell’amore. Nei loro testi: i Navigli, la Scala, la stazione centrale, la circonvallazione, un supermercato Esselunga e il cimitero Monumentale. Ma i Baustelle hanno cantato anche di Follonica, Pesaro, Cinecittà (rione di Roma)”. E aggiunge Manuel Emanuelli: “Cinecittà è il titolo di una canzone di Roberta D’Angelo del 1978, piena di umori popolari e di sentimenti aspri”. Teresa Taralli: “Centoce…

Vieni all'ombra dei cipressi /dona amore al pomeriggio a chi sospende la sua vita / tra le urne amiche del monumentale

Monumentale, Rachele Bastreghi e Francesco Bianconi (2013)

Luoghi e sentimenti. O meglio: luoghi è sentimenti. Quando le città e i territori non si limitano a suscitare emozioni ma li incarnano: questo è il percorso periglioso che abbiamo tentato e di cui stiamo raccogliendo le tracce. Ecco alcuni suggerimenti. Luigi Lombardo: “Davvero intenso è il rapporto dei Baustelle con Milano, a cui hanno dedicato i titoli di varie canzoni da Un romantico a Milano a Milano è la metafora dell’amore. Nei loro testi: i Navigli, la Scala, la stazione centrale, la circonvallazione, un supermercato Esselunga e il cimitero Monumentale. Ma i Baustelle hanno cantato anche di Follonica, Pesaro, Cinecittà (rione di Roma)”. E aggiunge Manuel Emanuelli: “Cinecittà è il titolo di una canzone di Roberta D’Angelo del 1978, piena di umori popolari e di sentimenti aspri”. Teresa Taralli: “Centocelle è un quartiere di Roma talmente intenso sotto il profilo emotivo da ispirare due autori come Flavio Giurato e Giovanni Truppi che, a distanza di anni, hanno scritto due brani dallo stesso titolo. Molto belli”. Matteo Miavaldi: “Come ignorare Frosinone di Calcutta?”. Benedetta Serapioni: “Piccola Città di Francesco Guccini che, a chiunque sia nato in provincia, ricorda irresistibilmente la nostalgia che si continuerà a provare per la città dove si è nati”. Andrea Baglioni: “La canzone popolare Porta Romana. Tutti ricordano i primi versi sulle ‘ragazzine che te la danno, prima la buonasera e poi la mano’, ma è in realtà il malinconico ritratto di una città che non c’è più”. Noi citiamo Emilia Paranoica che, forse più di qualunque altro brano, esprime la relazione intima e parossistica tra un territorio e le nevrosi collettive.

Scrivere a canzoniereitaliano@gmail.com Promemoria. Ascoltare La storia di un ricordo di Gino Paoli (1955).

Monumentale.

È una ballata rock lenta in 4/4, in Re maggiore, costruita come una rappresentazione teatrale. L’intro espone il giro armonico completo che regge la strofa, con un tema solenne all’organo Hammond sostenuto da un groove misurato di basso, chitarra e batteria. La strofa è melodicamente articolata. Dopo una pausa irrompe un ritornello inizialmente semplice, che evolve poi in modo sorprendente, soprattutto sulla parola “monumentale”, con un crescendo armonico ed espressivo. Il pre-chorus spoglio prepara l’intensità dei due ritornelli finali.

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