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“La Pansè” e il Paese delle allusioni

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Dal doppio senso sfacciato del brano di Pisano e Rendine alle malizie cinematografiche di Sordi e Vitti, fino alle raffinate ambiguità di Battisti e Guccini: lettrici e lettori si scatenano nel gioco dell’erotismo in musica
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Ah! Che bella pansè che tieni, che bella pansè che hai…me la dai?me la dai? me la dai la tua pansè?

La pansè di Gigi Pisano e Furio Rendine, 1953

Quello delle lettrici e dei lettori di Canzoniere italiano è, chiaramente, un popolo di assatanati: la partecipazione al Gioco sulla più bella canzone erotica italiana continua a essere massiccia.

E, dunque, si prosegue. Scrive Maurizio Maggiani: «1) Alberto sordi, Monica Vitti e coro nel film Polvere di Stelle, “An do vai se la banana non ce l’hai”. 2) Musica proibita interpretata da Claudio Villa, dove “un bel garzone” canta “vorrei baciar i tuoi capelli neri”, che la mamma di Villa gli proibisce di ascoltare e più che mai di cantare rispondendo a quello che è chiaramente un invito a una relazione omosessuale. O no? 3)…

Ah! Che bella pansè che tieni, che bella pansè che hai…me la dai?me la dai? me la dai la tua pansè?

La pansè di Gigi Pisano e Furio Rendine, 1953

Quello delle lettrici e dei lettori di Canzoniere italiano è, chiaramente, un popolo di assatanati: la partecipazione al Gioco sulla più bella canzone erotica italiana continua a essere massiccia.

E, dunque, si prosegue. Scrive Maurizio Maggiani: «1) Alberto sordi, Monica Vitti e coro nel film Polvere di Stelle, “An do vai se la banana non ce l’hai”. 2) Musica proibita interpretata da Claudio Villa, dove “un bel garzone” canta “vorrei baciar i tuoi capelli neri”, che la mamma di Villa gli proibisce di ascoltare e più che mai di cantare rispondendo a quello che è chiaramente un invito a una relazione omosessuale. O no? 3) Achille Millo, Si fa ma non si dice, l’erotismo è tutto nel tacere mendace». Riccardo Canesi: «Anonimo di Mogol e Battisti (1974) e Estetica di Pasquale Panella e Battisti (1994); Barbara di Enzo Carella (1979)». Claudio Sabelli Fioretti: «La pansè che forse bella non era ma sicuramente era la più allusiva di tutte». Riccardo Rodolfi: «La fiera di San Lazzaro (1973) che non si sa quanto Francesco Guccini abbia preso e riscritto da un’ipotetica canzone popolare. Erotica forse, sicuramente esilarante; Salmo e Nstasia, Il cielo nella stanza; (su consiglio di Betty) Come mi vuoi di Paolo Conte; Buonasera dottore (1974), interpretata da Claudia Mori e Franco Morgan». Maura Cavallero: «Segnalo Habanera, esecuzione di Mc Ferrin e di Aziza Mustafa Zadeh».

Avanti! Scrivere a canzoniereitaliano@gmail.com.

La pansè

Nella versione di Renato Carosone la tonalità d’impianto è Si♭ maggiore. L’intro, affidata al sax, espone un tema da marcetta popolare che definisce subito l’atmosfera. La strofa passa a Si♭ minore, con accompagnamento prevalentemente pianistico e armonie costruite su IV, V e I grado di Si♭ minore; il piano raddoppia spesso la melodia vocale, mentre i fiati intervengono con brevi risposte. La seconda parte della strofa si fa più concitata, con cambi modulanti fino alla dominante (Fa7). Il ritornello in Si♭ maggiore risulta più disteso e lineare, inizialmente centrato sull’accordo di tonica; segue una modulazione in Sol minore con pause ritmiche espressive e intervento del coro. Dopo la ripresa sia della strofa che del ritornello, il brano sale di un tono sopra e la voce e il coro terminano con un finale brillante.

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