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Storie di corpi, sogni proibiti e grandi dive

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Sessanta audaci, Ottanta licenziosi e il trionfo delle voci femminili. La ricerca della più bella canzone erotica italiana si avvia alla conclusione. Il gran finale, con annesso podio, è previsto per il 30 marzo
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Ho visto subito

dalla vita in giù,

i pantaloni tesi come acciaio,

odor di Spagna

e di bordelli francesi

negli occhi fuochi lontani.

Il marinaio

Maurizio Piccoli, 1983

Incalzati, assediati e subissati di proposte su La Più Bella Canzone Erotica Italiana siamo già in grado di trarre alcune provvisorie conclusioni: 1. Moltissimi i brani audaci e audacissimi che risalgono agli anni Sessanta e Settanta, a smentita del fatto che quelli fossero tempi solo oscurantisti. 2. Prevalgono i brani “al femminile”, scritti o interpretati da donne, mentre sono rari quelli “al maschile”, e in genere più pudibondi. 3. Il decennio più licenzioso e dissoluto sembra essere quello degli Ottanta, grazie a quelle nostre Grandi Dame, come Mina, Milva, Vanoni, Nannini, Mannoia, Bertè, Rettore, capaci di sfiorare il sublime e il rarefatto e, nel contempo, di precipitare nel promiscuo e nel pomicione.

Infine, va notato quanto numerose siano le all…

Ho visto subito

dalla vita in giù,

i pantaloni tesi come acciaio,

odor di Spagna

e di bordelli francesi

negli occhi fuochi lontani.

Il marinaio

Maurizio Piccoli, 1983

Incalzati, assediati e subissati di proposte su La Più Bella Canzone Erotica Italiana siamo già in grado di trarre alcune provvisorie conclusioni: 1. Moltissimi i brani audaci e audacissimi che risalgono agli anni Sessanta e Settanta, a smentita del fatto che quelli fossero tempi solo oscurantisti. 2. Prevalgono i brani “al femminile”, scritti o interpretati da donne, mentre sono rari quelli “al maschile”, e in genere più pudibondi. 3. Il decennio più licenzioso e dissoluto sembra essere quello degli Ottanta, grazie a quelle nostre Grandi Dame, come Mina, Milva, Vanoni, Nannini, Mannoia, Bertè, Rettore, capaci di sfiorare il sublime e il rarefatto e, nel contempo, di precipitare nel promiscuo e nel pomicione.

Infine, va notato quanto numerose siano le allusioni e i doppi sensi in canzoni in apparenza le più vereconde.

In attesa della Serata Finale (quella del 30 marzo) ancora alcuni titoli particolarmente acclamati dal pubblico. Eccoli: Rodolfo Soncini: “Ti stringerò, Nada, 1982”; Andrea Pinna: “Il marinaio di Ornella Vanoni”; Piero Avallone: “Direttamente dalla Belle époque, Pesciolino di Milva”; e, per finire, Massimiliano Falcone: “A chi la do stasera di Nadia Cassini, 1982, un capolavoro di ironica seduzione”.

Scrivere a canzoniereitaliano@gmail.com

Il marinaio

Una ballata dal groove morbido, con una leggera inclinazione verso un reggae elettronico. In tonalità di La min. esordisce con un intro, affidato a basso e tastiere, che definisce subito un’atmosfera anni Ottanta, arricchita da armonie di settima e nona. Le strofe, molto ritmiche nel canto, alternano gli accordi La minore e Fa maggiore con stacchetti di synth nell’arrangiamento: mentre la seconda sezione si muove tra re minore e fa minore, modulando momentaneamente verso Do maggiore prima di tornare alla tonalità iniziale.

Il ritornello, in Do maggiore, è corale, semplice e ripetitivo, e cresce di intensità fino al culmine espressivo di quel “vergine e puttana”, sostenuto da aperture armoniche sorprendenti, come l’uso dell’accordo di Re maggiore su “toro infuriato”.

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