Dumínica jurnata di sciroccu
fora nan si pò stari
Aria popolare, Franco Battiato, 1994
Siamo alle battute finali della Caccia al Tesoro, che ha voluto “riparare al torto” di brani magnifici per varie ragioni dimenticati. Partiamo dal messaggio di Stefano Della Scala: «Non dimentico Strade parallele (Aria siciliana), cantato dall’altrettanto indimenticata Giuni Russo con la partecipazione di Franco Battiato». A sua volta Andrea Antonioli svela «una chicca nascosta»: Walter Valdi e la sua POT POT GUT GUT POT POT (1964).
Ancora a proposito dell’irraggiungibile Le plat plays e delle sue molte, e amatissime, versioni italiane, ci scrive Fabrizio Guidetti: «La mia pianura che è la mia terra, interpretata dalla biondissima Rosalina Neri, autentica icona della cultura milanese che coniuga la mimica di Brel e l’ironia tipicamente meneghina». Vittoria Giobbio: «Lumbardia (1977) del maestro Gigi Pedroli, intepretata anche da Nanni…
Dumínica jurnata di sciroccu
fora nan si pò stari
Aria popolare, Franco Battiato, 1994
Siamo alle battute finali della Caccia al Tesoro, che ha voluto “riparare al torto” di brani magnifici per varie ragioni dimenticati. Partiamo dal messaggio di Stefano Della Scala: «Non dimentico Strade parallele (Aria siciliana), cantato dall’altrettanto indimenticata Giuni Russo con la partecipazione di Franco Battiato». A sua volta Andrea Antonioli svela «una chicca nascosta»: Walter Valdi e la sua POT POT GUT GUT POT POT (1964).
Ancora a proposito dell’irraggiungibile Le plat plays e delle sue molte, e amatissime, versioni italiane, ci scrive Fabrizio Guidetti: «La mia pianura che è la mia terra, interpretata dalla biondissima Rosalina Neri, autentica icona della cultura milanese che coniuga la mimica di Brel e l’ironia tipicamente meneghina». Vittoria Giobbio: «Lumbardia (1977) del maestro Gigi Pedroli, intepretata anche da Nanni Svampa». Infine, Mimmo Paparo: «E niente cantata da Gabriella Ferri».
Prossimo gioco. Il nostro affezionatissimo e fedelissimo lettore Calogero Barranco propone: «Il tema da evocare è il tempo, metronomo che scandisce inesorabilmente il corso delle nostre vite. Se nella letteratura Proust si è fatto meraviglioso autore e interprete del tempo, nella musica leggera era inevitabile che, variamente scandito, fosse il protagonista dei testi di molte canzoni: anno, mese, giorno, ora, minuto; anzi, si può addirittura passare dall’Eternità di Ornella Vanoni e dei Camaleonti (1970) a La descrizione di un attimo dei Tiromancino (2000)». Gioco difficile che ci sfida e ci mette alla prova. Scrivere a: canzoniereitaliano@gmail.com
Quizzone. Antonio Zacchia: «Ricordatemi il titolo di una canzone di Aznavour che fa così: “L’amore è un po’ di più di un bellissimo volto, è di più, molto più ed io ti voglio svelar un antico segreto che sa dar la felicità”».
Strade parallele
Il frinire dei grilli accompagna l’intero brano come un paesaggio notturno. L’intro, con arpeggi stanchi fra Mi minore e La minore, apre un’atmosfera antica e popolare grazie al colore modale del Mi minore eolio. Battiato canta la prima parte assorto, sostenuto da arpeggi di pianoforte che creano calore. Dopo l’intermezzo agli archi, la modulazione in la minore introduce la voce luminosa di Giuni Russo sulla stessa melodia. Nel finale il duetto modula in Re minore, rendendo ancora più intensa e struggente la tensione del brano.