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Battisti, Mogol e il tempo dell’amore

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Continua il Gioco sulla miglior canzone italiana dedicata al tempo
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“Le pause fra di noi, le minime emozioni. I gesti, gli occhi tuoi”

Neanche un minuto di non amore (1977) Lucio Battisti e Mogol

Nonostante le molte rubriche già dedicategli, il Gioco sulle canzoni e il tempo continua ad appassionare e a sollecitare lettrici e lettori. Sarà a ragione delle “piccole emozioni” che il tempo occulta e, allo stesso tempo, rivela? Scrive Riccardo Canesi: «Propongo Neanche un minuto di non amore di Battisti e Mogol, accompagnato dal meglio dei session man statunitensi. E Era (1967) dove Battisti cantava: “Era aprile, era maggio/Era, chi lo sa/Era bella o era bella/Solo la sua età”. E ancora: “7 agosto di pomeriggio/Fra le lamiere roventi di un cimitero di automobili solo io/silenzioso eppure straordinariamente vivo”, da Amore e non amore di Battisti (1971). Infine, Celentano con Il tempo se ne va (1980)».

Clorindo Bosco: «Canzone del tempo che passa di Gianmaria Testa (1999), un piccolo gioiello di poesia e malinconia». Filippo Leo: «Segnalo due brani del 197…

“Le pause fra di noi, le minime emozioni. I gesti, gli occhi tuoi”

Neanche un minuto di non amore (1977) Lucio Battisti e Mogol

Nonostante le molte rubriche già dedicategli, il Gioco sulle canzoni e il tempo continua ad appassionare e a sollecitare lettrici e lettori. Sarà a ragione delle “piccole emozioni” che il tempo occulta e, allo stesso tempo, rivela? Scrive Riccardo Canesi: «Propongo Neanche un minuto di non amore di Battisti e Mogol, accompagnato dal meglio dei session man statunitensi. E Era (1967) dove Battisti cantava: “Era aprile, era maggio/Era, chi lo sa/Era bella o era bella/Solo la sua età”. E ancora: “7 agosto di pomeriggio/Fra le lamiere roventi di un cimitero di automobili solo io/silenzioso eppure straordinariamente vivo”, da Amore e non amore di Battisti (1971). Infine, Celentano con Il tempo se ne va (1980)».

Clorindo Bosco: «Canzone del tempo che passa di Gianmaria Testa (1999), un piccolo gioiello di poesia e malinconia». Filippo Leo: «Segnalo due brani del 1970: Il tempo di morire di Battisti e Mogol, con il famosissimo intro “Motocicletta 10hp”, e Un’ora fa di Fausto Leali, con quella invocazione iniziale “Cattedrale di pietra e sassi”. Poi Nella vasca da bagno del tempo dove Erica Mou (2011) canta “Voglio diventare vecchia/con i ricordi tutti intatti”».

Andrea Antonioli: «L’album Io so che un giorno di Ivan Della Mea (1966), con le magnifiche Te se ricordet, Gioan, de me fradel e El diluvi». Monica Quattrini: «Io direi L’ora dell’amore di I camaleonti (1968), anche se è una cover». Roberta Apolloni: «Il tempo non torna più di Fiorella Mannoia (1988), Maledetta primavera di Loretta Goggi (1981), La nevicata del ‘56 di Mia Martini (1990)».

Il Gioco del Tempo termina la prossima settimana, con una Sorpresona. Dunque scrivete proponete suggerite a:

canzoniereitaliano@gmail.com.

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Neanche un minuto di non amore è costruito su un solido impianto funky in Sol magg., dove la chitarra guida il groove con accordi quasi sempre arricchiti dalla settima. L’introduzione presenta un riff su Sol e La min. che sostiene anche le prime strofe. Nella strofa emerge un Fa#7 che sottolinea una svolta espressiva del testo. La tipica modulazione a Sib, preparata da un Do min. 7 in levare, ne intensifica l’emotività. Dopo una terza strofa più acuta, una sezione ritmica con testo parlato introduce la parte C, connotata da armonie originali. Seguono una strofa vocalizzata, una nuova esposizione del tema, il ritorno della parte C e una conclusione in dissolvenza.

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