C’è il Chiambretti che torna a intervistare sul Tevere (Finché la barca va, Rai 3 alle 20.15 dal lunedì al venerdì) e al netto dell’ovvia realtà delle cose, ovvero rifare in altro modo le interviste di sempre, è quello che tenta il cambio di paradigma: quello bertiano invitava a lasciare andare la barca evitando di remare, Chiambretti fa invece presente che remare è diventato un imperativo. Nel cercare di rivivere e celebrare i bei tempi, escono poi fuori puntate di rara perfezione. Martedì sera l’ospite era Clemente Mastella, lui. Al pubblico in età, è sembrato di rivivere in un flash fasi eroiche, dei protagonisti, dell’Italia, della politica: quando il conduttore ha chiesto — con un assist quasi indecente — se l’interlocutore rimpiangesse la Prima Repubblica, il “Sì” di risposta è sembrato un coro, con dentro lo stesso Chiambretti e chissà quanti altri davanti alla tv.
Mastella ha difeso le raccomandazioni e ha ricordato che i partiti sono i partiti, e mai nella vita bisognerebbe farne a meno. Soprattutto ha sempre risposto usando il metro di allora. Che possiamo sintetizzare così: “Puoi anche farmi la domanda più subdola, allusiva, insidiosa del mondo, io ti risponderò e ne uscirò bene comunque perché so come si fa e chi è davanti alla tv lo apprezza. E lo farò portando il massimo rispetto, o fingendolo, al fatto che ci sia qualcuno che fa domande a noi potenti, come si usava una volta. E in ogni caso i potenti rimaniamo noi, anche dopo tutte le tue domande”. Era insomma una perfetta intervista-quadro del sistema in vigore decenni fa, rimpianto assai in varie sedi. Un Chiambretti quasi felice, quello che nelle interviste dice che non ci pensa proprio ad adeguarsi ai tempi televisivi fatti di algoritmi, assaporava il sapore antico di tutto quanto. E per venticinque minuti la DeLorean che ci meritiamo, il barcone sul Tevere, ha viaggiato alla grande.
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La televisione dei vescovi, Tv2000, proporrà a breve la versione restaurata degli episodi di Anche i ricchi piangono, telenovela messicana anni 80. Siccome il titolo è l’esatto contrario di quanto accade oggi, forse è un sottile appello del mondo cattolico a favore di un qualche tipo di patrimoniale.