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Violante a Bellamà, l’estasi di Diaco e il coro dei “fréchete”

Luciano Violante a Bellamà 

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Multischermo / Il venerdì, nel programma di Rai 2, l’appuntamento con l’ex presidente della Camera e le sue lezioni di educazione civica
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C’è un momento preciso nel quale il Bellamà del pomeriggio di Rai 2 riscatta i momenti difficili — la posta del cuore di Valeria Marini, o Memo Remigi che per tre volte non imbrocca la tonalità dell’attacco di In ginocchio da te. E succede di venerdì, quando la prima parte della puntata viene dedicata all’educazione civica e entra in studio il professor (Presidente, preferisce Pierluigi Diaco) Luciano Violante. È anche il momento in cui Diaco raggiunge punte di estasi — vedi i primi piani che la regia gli riserva mentre parla il Presidente — dopo aver introdotto il tutto con una domanda da brivido: “Cos’è la libertà cognitiva?”.

Pierluigi Diaco 

Violante, 84 anni, se la gioca da saggio cattedratico ma ci tiene ad apparire al passo coi tempi. Le malelingue lo hanno definito “meloniano di complemento” rimarcandone gli ottimi rapporti con esponenti dell’attuale potere: ma sa che al momento gius…

C’è un momento preciso nel quale il Bellamà del pomeriggio di Rai 2 riscatta i momenti difficili — la posta del cuore di Valeria Marini, o Memo Remigi che per tre volte non imbrocca la tonalità dell’attacco di In ginocchio da te. E succede di venerdì, quando la prima parte della puntata viene dedicata all’educazione civica e entra in studio il professor (Presidente, preferisce Pierluigi Diaco) Luciano Violante. È anche il momento in cui Diaco raggiunge punte di estasi — vedi i primi piani che la regia gli riserva mentre parla il Presidente — dopo aver introdotto il tutto con una domanda da brivido: “Cos’è la libertà cognitiva?”.

Pierluigi Diaco 

Violante, 84 anni, se la gioca da saggio cattedratico ma ci tiene ad apparire al passo coi tempi. Le malelingue lo hanno definito “meloniano di complemento” rimarcandone gli ottimi rapporti con esponenti dell’attuale potere: ma sa che al momento giusto può giocarsi carte d’altro tipo e comunque spandere saggezza. La libertà cognitiva è un bel problema: c’è il ragazzo pettinato come Elvis che chiede quanto i cortei limitino le libertà, un’altra che propone di vincere le guerre avendo Gandhi come punto di riferimento.

Violante ha una buona parola per tutti (“Scusate, mi sembra di essere il parroco”) e ci tiene a modernizzare i temi. È andato a comprare delle castagne, racconta: una volta gli è arrivata una mail che gli proponeva castagne a un prezzo più basso. “Ci stanno profilando” spiega Violante. E aggiunge “io sono per la pedagogia”, ma non fa breccia: meglio quando racconta delle famiglie virtuali che qualche impallinato si costruisce a propria misura per farsi trattare bene. “Invece la vita è fatica”, conclude. Diaco saluta con libertà cognitiva, Violante ricambia con un’espressione da urlo (“Tante cose”). E il vecchio servizio pubblico si ritempra, avviandosi al weekend sentendo di aver fatto il proprio dovere.

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Un attimo dopo Violante, il servizio successivo. Gli abruzzesi che cantano nel loro dialetto. Si ascolta a tormentone l’espressione “Fréchete”: e suona un po’ come una sorta di commento a quanto è appena andato in onda.

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