Una volta perdonato, a fatica, il titolo (Turisti per Case) l’ultimo intruglio televisivo firmato Real Time non risulta nemmeno troppo indigesto. Certi programmi sono il segnale che manda il Padreterno per dire che c’è troppa televisione da riempire, ma a quel punto qualcuno deve pur farlo. Meglio se lo si fa assemblando pezzi di programmi già esistenti (lista infinita, da 4 Hotel all’indietro) ed escogitando varianti-civetta, a partire dai conduttori degli altri programmi che si mescolano come nel gioco delle sedie – e qualcuno rimane per forza fuori. Qui sono Ida Di Filippo e Gianluca Torre – da Casa a prima vista – il terzo è Tommaso Zorzi che siccome è simpatico alla fine ne esce sempre in qualche modo.
Ma è appunto un richiamo per allodole, visto che poi il senso è squadernare al telespettatore, un po’ famelico e un po’ frustrato, immagini da sognare: in questo caso dimore pazzesche e dotate di ogni comfort moderno in un contesto che sa invece di tempi lontani. Va da sé, le dim…
Una volta perdonato, a fatica, il titolo (Turisti per Case) l’ultimo intruglio televisivo firmato Real Time non risulta nemmeno troppo indigesto. Certi programmi sono il segnale che manda il Padreterno per dire che c’è troppa televisione da riempire, ma a quel punto qualcuno deve pur farlo. Meglio se lo si fa assemblando pezzi di programmi già esistenti (lista infinita, da 4 Hotel all’indietro) ed escogitando varianti-civetta, a partire dai conduttori degli altri programmi che si mescolano come nel gioco delle sedie – e qualcuno rimane per forza fuori. Qui sono Ida Di Filippo e Gianluca Torre – da Casa a prima vista – il terzo è Tommaso Zorzi che siccome è simpatico alla fine ne esce sempre in qualche modo.
Ma è appunto un richiamo per allodole, visto che poi il senso è squadernare al telespettatore, un po’ famelico e un po’ frustrato, immagini da sognare: in questo caso dimore pazzesche e dotate di ogni comfort moderno in un contesto che sa invece di tempi lontani. Va da sé, le dimore sono anche a disposizione di un pubblico ben disposto a svenarsi per trascorrervi una vacanzina, ma quello che conta – oltre al business – è appunto il sogno. Che i conduttori poi cercano di calmierare esibendosi in gag assortite, finte litigate e votazione finale – i voti vanno da “ottimo” a “top” – per stabilire un vincitore di cui non importa niente a nessuno, visto che intanto si è consumata la puntata ammirando stanze sontuose e iniziando a fare due calcoli per capire se ci può scappare un weekend in bassa stagione. I cacciatori di cose esilaranti e involontarie ne escono appagati. Ida a un certo punto vuole magnificare la classe dei padroni di casa e dice: «Mi piacciono, sono radical-chic» (i guasti della nuova egemonia culturale, signora mia). E Tommaso Zorzi, entrando nello strepitoso bagno del castello: «Stupenda questa doccia moderna, ma stasera ho voglia di un bel bagno nella vasca con le bolle». Speriamo bene.
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«Stai dicendo stupidaggini!». «No, le stupidaggini le dici tu!». È uno scambio verbale sempre più frequente tra ospiti politici dei talk-show. Il guaio è che spesso hanno ragione entrambi e lo spettatore non sa come regolarsi.