Ci sono gli eroi dei tormentoni musicali da spot, e pazienza. Poi, in questo periodo dell’anno, in tv tornano, o meglio arrivano, i Nuovi eroi. E sono quelli del programma quotidiano di Rai 3 – alle 20.15. Sono una trentina, sono stati insigniti dalla presidenza della Repubblica con l’Ordine al merito. Come si usa dire, sono sconosciuti al grande pubblico: ma venerati e soprattutto riconosciuti nella cerchia delle attività sociali, umane, umanitarie nelle quali si sono distinti. Dopo anni, il format – realizzato da Stand By Me – ha acquisito una dimestichezza di racconto che consente di non essere ampollosi mai e magari di prendersi anche qualche licenza – c’è la nonnina toscana che assistette all’eccidio nazista di Fucecchio, gira infaticabile le scuole a portare testimonianza. E sul più bello confessa: “Quando ho visto arrivare la medaglia ho detto: bene. E però speravo che arrivassero anche dei soldi”.
Meno eroica, qui, ma si sorride in automatico, così come è inevitabile la botta di commozione che prende a ogni finale di episodio quando l’eroe di turno viene mostrato alla cerimonia al Quirinale, Mattarella di fianco, l’emozione dei più scarmigliati e intimiditi che aggiunge credibilità ulteriore al loro eroismo. Facilmente in agguato uno spirito retorico, ma non succede quasi mai: ed è la forza di ogni singola storia a evitare la trappola. Scoprendo che tra volontariato convinto e vicinanza agli ultimi, si insinuano anche storie davvero insolite – Paolo Stasolla, nella puntata di martedì: una vicenda da film, di solidarietà al mondo rom, battaglie – anche per sposarne una – e l’impaccio emotivamente clamoroso nel ricevere l’onorificenza. Il patto con il telespettatore è tacito: con la parola eroi si può anche giocare un po’, ma la sequenza di storie raccontate con gusto e dedizione rimane un raro tonico televisivo riservato a tutti quelli di buona volontà.
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“Bianchina, io vado spesso nelle grotte, ma con lei starei anche in una tenda. Magari poi la facciamo ballare, come in quel film: si ricorda quel film dove ballava il furgone?”. (Mauro Corona vagamente fuori controllo, È sempre CartaBianca, Rete 4).