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“Matlock”, il legal drama più scaltro del momento

La serie è il remake di un procedural anni 80. Ma l’avvocato protagonista è donna, la grande Kathy Bates
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La serie tv più scaltra in circolazione si chiama Matlock, come un vecchio procedural anni 80 di grande successo. Su Paramount+ si è conclusa la seconda stagione e una terza è attesa in primavera. Il riferimento al vecchio Matlock è voluto ma in America si sono sbizzarriti a trovare una formula che escludesse la banalità del rifacimento-reboot. E qui è arrivata lei, Kathy Bates: gloriosa attrice ormai over 70, e non di poco, e una facilità di scommessa, stravinta, nel tentare un’operazione temeraria. Il Matlock d’origine era un anziano avvocato, qui, con operazione che quelli bravi chiamano gender swap, diventa un’anziana signora che finge di chiamarsi Matlock, è stata anni prima una legale di grande successo e poi la vita le ha giocato contro.

Nel senso che la figlia intrattabile e tossicodipendente è morta per overdose di oppioidi: scoprire che a New York i farmaci devastanti hanno dilagato perché qualcuno ne ha favor…

La serie tv più scaltra in circolazione si chiama Matlock, come un vecchio procedural anni 80 di grande successo. Su Paramount+ si è conclusa la seconda stagione e una terza è attesa in primavera. Il riferimento al vecchio Matlock è voluto ma in America si sono sbizzarriti a trovare una formula che escludesse la banalità del rifacimento-reboot. E qui è arrivata lei, Kathy Bates: gloriosa attrice ormai over 70, e non di poco, e una facilità di scommessa, stravinta, nel tentare un’operazione temeraria. Il Matlock d’origine era un anziano avvocato, qui, con operazione che quelli bravi chiamano gender swap, diventa un’anziana signora che finge di chiamarsi Matlock, è stata anni prima una legale di grande successo e poi la vita le ha giocato contro.

Nel senso che la figlia intrattabile e tossicodipendente è morta per overdose di oppioidi: scoprire che a New York i farmaci devastanti hanno dilagato perché qualcuno ne ha favorito la diffusione consacra lei, Madeleine detta “Matty”, a una battaglia da agente segreto contro il sontuoso studio legale all’origine del misfatto. Matty-Bates ci mette poco a farsi assumere e a entrare nel ruolo, avviando un’indagine segreta sul passato. Ma qui inizia davvero il gioco: lei è una fuoriclasse, inoltre si finge sola, povera e in affanno, mentre invece ha un consorte formidabile ed è assai abbiente. Succede che da subito, nello studio, la adorano, mentre lei inizia ad affezionarsi. Intanto, e qui sta altra scaltrezza, in ogni episodio si affronta un caso diverso in tribunale, come da tradizione: in più, via via molti passaggi prendono contorni da soap di lusso. Morale, negli Usa è un successone sulla generalista Cbs – nella visione multipla ci sono state punte da 17 milioni di spettatori. Da noi è confinata su Paramount+, in quel bailamme di piattaforme nel quale molto pubblico si perde, o rinuncia per sfinimento. E l’imminente arrivo di HBO-Discovery aumenta forse il prestigio del panorama, ma dilata all’inverosimile lo spezzettamento dell’offerta.

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Marco Liorni: “Con la lettera C. È insieme a Delitto nel titolo di un famoso romanzo”. Concorrente: “Cenone”.(L’Eredità, Rai 1).

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