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L’identità declamata con enfasi

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Multischermo / Edoardo Sylos Labini conduce Radix su Rai3
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Finirà che ben presto sul quadrante della storia televisiva batterà l’ora di prendere qualche decisione. Per esempio, si parla di Rai, fare il punto della situazione sulla questione dell’egemonia culturale da cambiare anche e soprattutto attraverso la tv. L’impressione è che non tutto stia andando per il verso giusto. Un esempio a caso, un programma di Rai 3 (sulle ceneri della ex Rai 3) che si chiama Radix.

Fin qui pazienza, non è che non si colgano riferimenti e allusioni: ma quel sottotitolo, Un viaggio identitario, potrà richiamare qualche spirito entusiasta ma ormai agisce da sfollagente per tutti gli altri. E questo anche senza rimarcare più di tanto lo 0.9% di share nella pur complicata serata di martedì. Si era a Chioggia — per Goldoni, ma soprattutto luogo caro a Eleonora Duse che era sì la Duse ma soprattutto ebbe la storia con D’Annunzio e qui tutto s’illumina.

S’illumina soprattutto il conduttore, il bel tenebroso Edoardo Sylos Labini, fautore, protagonista e viaggiatore d…

Finirà che ben presto sul quadrante della storia televisiva batterà l’ora di prendere qualche decisione. Per esempio, si parla di Rai, fare il punto della situazione sulla questione dell’egemonia culturale da cambiare anche e soprattutto attraverso la tv. L’impressione è che non tutto stia andando per il verso giusto. Un esempio a caso, un programma di Rai 3 (sulle ceneri della ex Rai 3) che si chiama Radix.

Fin qui pazienza, non è che non si colgano riferimenti e allusioni: ma quel sottotitolo, Un viaggio identitario, potrà richiamare qualche spirito entusiasta ma ormai agisce da sfollagente per tutti gli altri. E questo anche senza rimarcare più di tanto lo 0.9% di share nella pur complicata serata di martedì. Si era a Chioggia — per Goldoni, ma soprattutto luogo caro a Eleonora Duse che era sì la Duse ma soprattutto ebbe la storia con D’Annunzio e qui tutto s’illumina.

S’illumina soprattutto il conduttore, il bel tenebroso Edoardo Sylos Labini, fautore, protagonista e viaggiatore del viaggio in questione attraverso luoghi minori italiani — Pomezia, Casale Monferrato etc — che racchiudono lo spirito identitario di cui sopra, attraverso storie passate e personaggi idem. È appena ovvio che qualunque angolo sperduto della penisola ha una storia interessante annidata in qualche anfratto: però conta il modo.

Sylos è un attore e non conduce bensì declama, con un linguaggio del corpo — potendoselo permettere — avvolgente. Ovvero, trovate qualcuno che vi ami con l’enfasi con cui lui calca i toni del racconto. Siccome siamo un paese dal quale in parecchi scappano (anche a Socotra, Yemen, senza la minima certezza di tornare) l’enfasi suona un filo eccessiva. Viene quasi da rimpiangere le escursioni nei boschi del non ancora ministro Giuli nel mitologico programma Vitalia di qualche anno fa, alla ricerca di Tolkien nel basso Molise. Guardate un po’ che carriera gli ha fruttato.

*** Due fiction in partenza su Canale 5 e Rai 1, in una c’è una preside che è Sabrina Ferilli, anche nell’altra c’è una preside, ed è Luisa Ranieri. Si teme che il ministro dell’Istruzione e del merito se ne prenda il medesimo.

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