Scaraventato contro la fiction più forte di Rai 1 il lunedì sera, non se la sta cavando affatto male Zelig 30, ovvero su Canale 5 le quattro puntate – ne manca una – di celebrazione di una ricorrenza pericolosa per l’umore di chi c’era e ricorda tutto. Misurando il tempo e i tempi, si rischia l’esatto contrario del buonumore e della risata, ma è un rischio che alla fine si corre volentieri.
Claudio Bisio e Vanessa Incontrada in versione elisir di giovinezza e – altro rischio in pista – l’appello a tutti o quasi quelli che sono passati da quel palco nei decenni, a farsi rivedere ed esibirsi, qualunque cosa sia successa nel frattempo. Chi ci gioca alla grande (Katia&Valeria in spericolato remake di gag corporee dei bei tempi), chi fa passare solo i vecchi filmati – lo hanno fatto Aldo, Giovanni e Giacomo – chi è ancora nel giro e aggiorna il repertorio, pur sapendo che la scintilla di un tempo è andata a celarsi chissà dove. Cosa si sta festeggiando esattamente? Se lo si chiedesse a…
Scaraventato contro la fiction più forte di Rai 1 il lunedì sera, non se la sta cavando affatto male Zelig 30, ovvero su Canale 5 le quattro puntate – ne manca una – di celebrazione di una ricorrenza pericolosa per l’umore di chi c’era e ricorda tutto. Misurando il tempo e i tempi, si rischia l’esatto contrario del buonumore e della risata, ma è un rischio che alla fine si corre volentieri.
Claudio Bisio e Vanessa Incontrada in versione elisir di giovinezza e – altro rischio in pista – l’appello a tutti o quasi quelli che sono passati da quel palco nei decenni, a farsi rivedere ed esibirsi, qualunque cosa sia successa nel frattempo. Chi ci gioca alla grande (Katia&Valeria in spericolato remake di gag corporee dei bei tempi), chi fa passare solo i vecchi filmati – lo hanno fatto Aldo, Giovanni e Giacomo – chi è ancora nel giro e aggiorna il repertorio, pur sapendo che la scintilla di un tempo è andata a celarsi chissà dove. Cosa si sta festeggiando esattamente? Se lo si chiedesse a ogni festa analoga che viene organizzata in giro, salterebbe tutto per aria. Meglio glissare, ma non senza notare che proprio il successo in forma-evento di questa tornata – richiamando a gran voce soprattutto il pubblico di una volta - significa che bisogna andarci piano con edizioni future e comici tutti nuovi.
Il mondo non è mica cambiato senza conseguenze, le risate, nell’epoca in cui c’è sempre meno da ridere, sono dilagate ovunque e a qualunque ora su tutti i mezzi possibili. Ma quello che è doveroso, rimane: Giancarlo Bozzo, Michele Mozzati, Gino Vignali, gli artefici, meritano la festa, Bisio ha parecchio da insegnare a chi insegue sogni da mattatore in scena e l’elenco potrebbe allungarsi. Se vale sempre il “difendiamo l’allegria” della vecchia sigla, figuriamoci se non è altrettanto sensato difenderne il ricordo.
***
In più, il caso Checco Zalone. Preso da altre incombenze, comprensibili, ha saltato la celebrazione zelighiana. Il rimedio è sempre quello di cercare sul web quella volta della Taranta de lu centro-destra (anno 2010). Senza ritegno: allora si poteva, Bisio spalla stratosferica, forse i cinque minuti top dei 30 anni.