È il consueto cambio della guardia nella domenica sera di Rai 3, Report va in pausa e arriva quella versione di respiro più ampio – molto scenario internazionale e inchieste old-style - che è PresaDiretta. Che Report appaia più calato e partecipe nei tempi impossibili attuali è ovvio, Riccardo Iacona è invece un mastino diesel di quelli che continuano a non farsi una ragione delle brutture del mondo in senso ampio. Giustizia, strette sulla sicurezza e sull’informazione e – come accadde anche nella passata stagione, un avvio dagli Usa, là dove il tempo impossibile di cui sopra nasce e dà l’esempio al resto del mondo.
La novità è nello spazio d’avvio, un quasi talk riservato all’attualità più stretta, con ospiti di palpitante presenza. Tanto che l’annuncio prevedeva la compartecipazione di Antonio Di Pietro e Nicola Gratteri, per cui in parecchi si erano predisposti alla lotta libera in materia di referendum. Ed è successo questo. Iacona intervista prima uno, Di Pietro, e poi l’altro. S…
È il consueto cambio della guardia nella domenica sera di Rai 3, Report va in pausa e arriva quella versione di respiro più ampio – molto scenario internazionale e inchieste old-style - che è PresaDiretta. Che Report appaia più calato e partecipe nei tempi impossibili attuali è ovvio, Riccardo Iacona è invece un mastino diesel di quelli che continuano a non farsi una ragione delle brutture del mondo in senso ampio. Giustizia, strette sulla sicurezza e sull’informazione e – come accadde anche nella passata stagione, un avvio dagli Usa, là dove il tempo impossibile di cui sopra nasce e dà l’esempio al resto del mondo.
La novità è nello spazio d’avvio, un quasi talk riservato all’attualità più stretta, con ospiti di palpitante presenza. Tanto che l’annuncio prevedeva la compartecipazione di Antonio Di Pietro e Nicola Gratteri, per cui in parecchi si erano predisposti alla lotta libera in materia di referendum. Ed è successo questo. Iacona intervista prima uno, Di Pietro, e poi l’altro. Sul più bello, a una domanda sulle recenti dichiarazioni shock del procuratore di Napoli, Di Pietro lo dice: “Ma non c’è anche Gratteri? Io queste cose gliele vorrei dire di persona e avere una risposta”. Iacona è sia un po’ imbarazzato che inflessibile: “No, è una nostra precisa scelta: in questo modo si ha più tempo e modo per approfondire gli argomenti”.
In un mondo normale il conduttore avrebbe tutte le ragioni del mondo – e in fondo il tema su come superare la caotica deriva dei talk-show è tutto qui. Ma come si sa, in tv funziona tutto nell’altro modo. Inoltre, poi arriva Gratteri: e siccome ha ascoltato Di Pietro, ne approfitta per confutargli un paio di tesi rispondendo alle domande di Iacona. Ovvero, è come nel curling: chi ha il colpo finale vince sempre. Magari toccherà sorteggiare l’ordine di uscita. Intanto, nella prossima puntata annunciato reportage dall’Ucraina, c’è ancora qualcuno che se ne ricorda.
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Gli ascolti delle Olimpiadi stanno penalizzando il resto dei programmi. Succede ancora, quando in tv c’è qualcosa di bello e accattivante.