Torna “Taratata” e Paolo Bonolis rilancia la sua alternativa a Sanremo
di Antonio DipollinaAnche se c’è chi fa finta di niente, tra poco Sanremo arriva comunque. Se serviva un antidoto, alla concorrenza hanno fatto il possibile riportando in scena il marchio Taratata, che storicamente è l’esatto opposto della kermesse canora, della gara, dei giovani che si fanno una carriera con certe prestazioni sul palco dell’Ariston. Si fa invece festa con il meglio che c’è già stato, a volte il meraviglioso – come non accorgersene – e scoprendo che i big accorrono e si divertono un sacco. Unico problema, a cose simili in tv non ci crede quasi più nessuno e in parecchi si distraggono. Il carico se l’è preso Paolo Bonolis con le due serate con musica e classici rigorosamente live, a Bergamo, passate su Canale 5. Senza una visione da direttore artistico non si va da nessuna parte, Bonolis che lo è stato anche a Sanremo (dove portò la Pfm, per dire) non aspettava altro e ha agito come un bambino nella stanza dei giochi preferiti.
Anche se c’è chi fa finta di niente, tra poco Sanremo arriva comunque. Se serviva un antidoto, alla concorrenza hanno fatto il possibile riportando in scena il marchio Taratata, che storicamente è l’esatto opposto della kermesse canora, della gara, dei giovani che si fanno una carriera con certe prestazioni sul palco dell’Ariston. Si fa invece festa con il meglio che c’è già stato, a volte il meraviglioso – come non accorgersene – e scoprendo che i big accorrono e si divertono un sacco. Unico problema, a cose simili in tv non ci crede quasi più nessuno e in parecchi si distraggono. Il carico se l’è preso Paolo Bonolis con le due serate con musica e classici rigorosamente live, a Bergamo, passate su Canale 5. Senza una visione da direttore artistico non si va da nessuna parte, Bonolis che lo è stato anche a Sanremo (dove portò la Pfm, per dire) non aspettava altro e ha agito come un bambino nella stanza dei giochi preferiti.
E se hai Ligabue, Fiorella Mannoia, Max Pezzali, Giuliano Sangiorgi, Giorgia, Elisa, Biagio Antonacci, Annalisa, Gigi D’Alessio (tripudio bergamasco del pubblico che cantava in coro) un commovente Luca Carboni e così via, con fior di musicisti a supporto e si fanno i duetti, oppure uno canta il gioiello dell’altro, la festa è completa. In vista appunto di Sanremo, una sorta di vaccinazione. Dopodiché è ovvio, ne viene fuori una sorta dei Migliori anni in versione superlusso e senza i 60 tra i piedi, ed è uno schiaffo quasi umiliante al panorama tutto intorno. Va da sé, per non molti, tollerabili, minuti si è esibito anche Bonolis – come se non si sapesse che queste cose si mettono in piedi per poi cantare in prima persona. Ma nel giro delle due puntate, accanto a passaggi naturali sono sbucati momenti da trafiggere i cuori di quelli di un tempo. E quando Max Pezzali ha scelto quella perla di Leggero per omaggiare Ligabue, si è avuta la conferma che questi ne sanno, e parecchio.
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Primo sguardo ai testi delle canzoni di Sanremo. Michele Bravi canta: “Fumare a letto è un brutto vizio”. Tommaso Paradiso aggiunge: “Se fumo faccio la doccia prima di dormire”. Temi sorprendenti, va detto.