✕

“Scherzi a parte”, ma chi ci crede più?

Ascolta l'audio

Nel ritorno del programma condotto da Max Giusti tra celebrità smaliziate, finte sorprese e riempitivi di palinsesto, il gioco è scoprire chi ci casca davvero
1 minuti di lettura

Il senso è sempre quello: se un personaggio abbastanza famoso, ma anche di più, o anche di meno, nel momento in cui tutti intorno a lui impazziscono non capisce in pochi secondi di essere su Scherzi a parte, fa la figura del fesso. E quindi, da quel dì, nessuno crede più alla genuinità degli scherzoni orchestrati nell’ennesima edizione del programma – Canale 5, il lunedì – ritornato in pista per un motivo semplice: ormai la collocazione per queste ex prime serate si pone in ultima serata o quasi, prima c’è la Ruota, e quindi chi glielo fa fare agli addetti di rischiare potenziali flop quando i vecchi marchi rendono comunque a una sorta di livello di sussistenza? Per di più, in uno spazio orario la cui gestione creativa più che difficile è ormai inutile.La cosa migliore: girare al largo, con tutta l’offerta che c’è.

Il senso è sempre quello: se un personaggio abbastanza famoso, ma anche di più, o anche di meno, nel momento in cui tutti intorno a lui impazziscono non capisce in pochi secondi di essere su Scherzi a parte, fa la figura del fesso. E quindi, da quel dì, nessuno crede più alla genuinità degli scherzoni orchestrati nell’ennesima edizione del programma – Canale 5, il lunedì – ritornato in pista per un motivo semplice: ormai la collocazione per queste ex prime serate si pone in ultima serata o quasi, prima c’è la Ruota, e quindi chi glielo fa fare agli addetti di rischiare potenziali flop quando i vecchi marchi rendono comunque a una sorta di livello di sussistenza? Per di più, in uno spazio orario la cui gestione creativa più che difficile è ormai inutile.La cosa migliore: girare al largo, con tutta l’offerta che c’è.

Ma volendo c’è anche una vaga alternativa, fare finta di niente, fischiettare davanti al televisore e sbirciare qualche pezzo interessante o financo divertente. Altra sfida: tra tutti gli scherzi presentati ce ne sarà pure almeno uno più o meno genuino. Giocare a individuarlo. Il metodo è quello di valutare quanto il personaggio sotto tiro sia avvezzo agli studi televisivi. Chi ne è abbastanza lontano, magari ci casca davvero (con Ermal Meta l’impressione è stata quella, ma chissà). Il punto è che poi arriva il professor Matteo Bassetti e decidere se classificarlo come scienziato o prevalente personaggio tv è una vera impresa. Quindi si passa oltre, decidendo che non è importante: in fondo, si tratta di far trascorrere il tempo tra una Ruota della Fortuna e l’altra. Max Giusti ha rilevato la conduzione e tenta di infilare in qualche momento rapidi spezzoni delle sue celebri imitazioni. Passando, legittimamente, a Mediaset, lo scherzo principale l’ha fatto lui a chi si divertiva assai nel seguirlo con i Gialappi.

***

Comunque, ennesima conferma. L’alternativa secca in tv: sbuffare per il ritorno di programmi vecchi di decenni, oppure tremare di paura perché ne hanno pensato uno nuovo. Una vitaccia.

Leggi i commenti