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“Notti jazz”, un privilegio in tv per chi ama musica e immagini d’epoca

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Multischermo / La rubrica varata su Rai 5, il venerdì a tarda ora, forma una piccola storia del grande jazz passato dal nostro Paese
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C’erano Duke Ellington, Ella Fitzgerald e Vittorio Gassman… Sembra il Minà di Fiorello ma è, anzi era, purissima realtà. Il particolare decisivo è che Gassman recitava l’Amleto a quei due e poi Ella scherzava con lui, finché Duke spostava le mani sul pianoforte e partiva una canzone. Ed era in televisione, ed era la Rai.

Volendo, ci si può anche soffermare su altri passaggi – noti agli appassionati di tv e jazz d’epoca: sempre Ellington ma a casa sua, in vestaglia. C’è Ruggero Orlando che gli chiede cosa sia quell’intruglio che sta bevendo e lui rivela che si tratta di semplice acqua calda. Ha l’aria della collezione forse definitiva questa Notti Jazz, rubrica varata su Rai 5 – il venerdì a tarda ora – e che soprattutto nel recupero su RaiPlay va a formare una piccola storia del jazz passato dal nostro paese e soprattutto dalla sua tv. Curata da Marco Odetto e Claudio Rizzo con un gusto appropriato: e forse anche per restituire a chi c’era ma anche a tutti gli altri lo stupore per pas…

C’erano Duke Ellington, Ella Fitzgerald e Vittorio Gassman… Sembra il Minà di Fiorello ma è, anzi era, purissima realtà. Il particolare decisivo è che Gassman recitava l’Amleto a quei due e poi Ella scherzava con lui, finché Duke spostava le mani sul pianoforte e partiva una canzone. Ed era in televisione, ed era la Rai.

Volendo, ci si può anche soffermare su altri passaggi – noti agli appassionati di tv e jazz d’epoca: sempre Ellington ma a casa sua, in vestaglia. C’è Ruggero Orlando che gli chiede cosa sia quell’intruglio che sta bevendo e lui rivela che si tratta di semplice acqua calda. Ha l’aria della collezione forse definitiva questa Notti Jazz, rubrica varata su Rai 5 – il venerdì a tarda ora – e che soprattutto nel recupero su RaiPlay va a formare una piccola storia del jazz passato dal nostro paese e soprattutto dalla sua tv. Curata da Marco Odetto e Claudio Rizzo con un gusto appropriato: e forse anche per restituire a chi c’era ma anche a tutti gli altri lo stupore per passaggi inconcepibili. Del tipo: Tg1, in conduzione c’è Piero Angela che gestisce il collegamento in diretta con l’aeroporto dove è appena atterrata appunto Ella Fitzgerald. O, poco dopo, Carlo Mazzarella dal teatro Lirico milanese – era il 1966 – per lo storico concerto in questione, con Duke ed Ella, e parla dall’esterno perché dentro è talmente pieno che l’operatore non riesce a piazzare la telecamera – ovvero, forse era una gag per fare colpo, ma chi se ne importa.

Tra un Pippo Baudo che accoglie sul palco di Sanremo Lionel Hampton demandato, ebbene sì, a rifare al vibrafono i brani in gara (si ascolta Canzone per te, di Sergio Endrigo) e un Louis Armstrong che arriverà, siamo dentro un divertissement continuo di memoria.Inoltre – nelle 14 puntate previste, da un’ora ciascuna – c’è soprattutto la musica: ovvero, quando Ella Fitzgerald inizia con il brano dal palco, lo si ascolta per intero e nessuno si preoccupa dell’ipotesi che dopo trenta secondi la gente possa cambiare canale. Su Rai 5 si può, e il canone in fondo si paga ormai solo per godere di questi privilegi.

***“Ruba benzina da un serbatoio e con il ricavato acquista un’auto”. (Lercio.it).

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