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“Kong”, Fabio Volo sospeso tra salotto e nuvole

(agf)

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Nel nuovo spazio serale dalla Torre Branca si parla di “vita e destino”, ma per ora il programma fatica a trovare una forma e un’idea che lo distinguano davvero
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C’è quello spazio di Rai3 annidato nel palinsesto dopo le otto di sera, con programmazione a rotazione e durata fissa, sui venti minuti. Col tempo si è capito che bisogna prenderlo più o meno come la ex terza serata scomparsa da tempo, quella dove una volta ci si divertiva e addirittura ogni tanto si sperimentava. La durata compressa però è una faccenda complicata, per cui si va a tentativi con una quota fissa di pubblico che segue fedelmente chiunque sia in onda (Bollani&Cenni, Massini, Jacopo Veneziani e l’arte e così via). Da lunedì è arrivato Fabio Volo, proprio lui, tornato a farsi vedere in tv dopo parecchi anni – intanto le vendite torrenziali dei suoi romanzi gli consentivano di non angustiarsi troppo sul lato pratico dell’esistenza. Il programma è Kong-Con la testa tra le nuvole, il titolo nasce dalla collocazione fisica, a Milano, in cima alla Torre Branca al Parco Sempione. Sta a cento metri d’altezza, ci vogliono i droni per aggiungere suggestione esterna: dopo il viag…

C’è quello spazio di Rai3 annidato nel palinsesto dopo le otto di sera, con programmazione a rotazione e durata fissa, sui venti minuti. Col tempo si è capito che bisogna prenderlo più o meno come la ex terza serata scomparsa da tempo, quella dove una volta ci si divertiva e addirittura ogni tanto si sperimentava. La durata compressa però è una faccenda complicata, per cui si va a tentativi con una quota fissa di pubblico che segue fedelmente chiunque sia in onda (Bollani&Cenni, Massini, Jacopo Veneziani e l’arte e così via). Da lunedì è arrivato Fabio Volo, proprio lui, tornato a farsi vedere in tv dopo parecchi anni – intanto le vendite torrenziali dei suoi romanzi gli consentivano di non angustiarsi troppo sul lato pratico dell’esistenza. Il programma è Kong-Con la testa tra le nuvole, il titolo nasce dalla collocazione fisica, a Milano, in cima alla Torre Branca al Parco Sempione. Sta a cento metri d’altezza, ci vogliono i droni per aggiungere suggestione esterna: dopo il viaggio interminabile in ascensore arriva l’ospite di puntata e si chiacchiera (cfr. “Quanto ce piace chiacchierà”, Sabrina Ferilli, 2007).

Alla domanda sui temi trattati, Volo alla vigilia ha risposto: “La vita, il destino”. E quindi, che gli vuoi dire: a quel punto ci sta tutto, ma soprattutto è decisiva la spigliatezza degli ospiti (partenza un po’ bassa con l’entomologo e Romina Power, ovvio che appena arriveranno tipi brillanti tutto salirà di tono). Stupisce un po’, almeno finora, l’assenza di spunti – location a parte – che connotino quello che si vuole fare. Ovvero che aggiungano idee (gli autori sono tipi di livello, peraltro) e movimentino la situazione, la rendano più televisiva, quanto meno non risulti alla fine una chiacchiera che può stare in qualunque spazio talk del pomeriggio. Criticare Volo in quanto è Volo - e non un attivista del pensiero arrembante - è esercizio per chi ha molto tempo libero. Ma chiedergli un po’ di più del sediamoci e chiacchieriamo come ci viene, ha invece senso. Magari tra un po’ Kong diventerà qualcosa di imperdibile, perché negarsi il sogno?

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“L’amicizia che non ti aspetti: quella tra Matteo Salvini e Antonio Zequila” (Chi).

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