Dalla rubrica Multischermo, dal martedì alla domenica su Repubblica, una rassegna degli ormai celebri “asterischi”: perle, lapsus, gaffe, stranezze, annunci, confessioni. Dettagli che la tv regala, che sfuggono ai più, e che sarebbe un peccato perdere.
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Marco Liorni: «Con lettera G: Il “Mastro Don” di un celebre romanzo». La giovane concorrente: «Geppetto». (L’eredità, Rai 1).
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Distanza dei tempi nei dialoghi. In una scena de I cesaroni Claudio Amendola ironizza: “E per scoprire questa cosa te ce voleva er Sisde?”. Vero, è datato, ma oggi come diavolo si dice?
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“L’amicizia che non ti aspetti: quella tra Matteo Salvini e Antonio Zequila” (Chi).
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In uno dei passaggi di Ore 14 sera Milo Infante azzarda, seppur con circospezione: «Forza Italia sulla manifestazione di sabato non ha dato un grande appoggio». La risposta di Matteo Salvini: «Sono antropologicamente curioso ma non sono preoccupato». Che avrà voluto d…
Dalla rubrica Multischermo, dal martedì alla domenica su Repubblica, una rassegna degli ormai celebri “asterischi”: perle, lapsus, gaffe, stranezze, annunci, confessioni. Dettagli che la tv regala, che sfuggono ai più, e che sarebbe un peccato perdere.
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Marco Liorni: «Con lettera G: Il “Mastro Don” di un celebre romanzo». La giovane concorrente: «Geppetto». (L’eredità, Rai 1).
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Distanza dei tempi nei dialoghi. In una scena de I cesaroni Claudio Amendola ironizza: “E per scoprire questa cosa te ce voleva er Sisde?”. Vero, è datato, ma oggi come diavolo si dice?
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“L’amicizia che non ti aspetti: quella tra Matteo Salvini e Antonio Zequila” (Chi).
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In uno dei passaggi di Ore 14 sera Milo Infante azzarda, seppur con circospezione: «Forza Italia sulla manifestazione di sabato non ha dato un grande appoggio». La risposta di Matteo Salvini: «Sono antropologicamente curioso ma non sono preoccupato». Che avrà voluto dire?
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Sembra proprio che sia salito a due minuti il tempo che impiegano alcuni conduttori di talk-show prima di interrompere due tizi seduti che si urlano contro. La frase è “Scusate, ma a casa non si capisce niente”. Quando ricominciano a parlare uno alla volta, è peggio.