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Fiorello e la “Pennicanza”: quel caos geniale che rinnova il varietà nell’era dei social

(ansa)

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Tra radio che diventa tv, clip spezzettate e gag lampo con Biggio, il nuovo universo di Fiorello sembra dispersivo ma centra il bersaglio
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Non è indispensabile districarsi a dovere tra Pennicanza, Sveglianza, Mattinanza, tra la radio che è anche tv nel pomeriggio e la tv che è anche radio alle 7 del mattino – o forse è il contrario ma, appunto, non è decisivo. L’importante è che in questi giorni tra Fiorello, Biggio e compagnia cantante e autorale sbuchi il tormentone supremo dei Cinque secondi di Bruno Vespa: sulla scia dei fantasmagorici cinque minuti con Olindo dell’originale, Fiore inanella false interviste-lampo a personaggi irraggiungibili e inquietanti, da Kim Jong Un a Tarzan, e il Vespa autentico scompare di fronte alla intraprendenza della parodia.

Fiorello insomma c’è sempre, e l’hellzapoppin’ di gag sparse tra mattina e pomeriggio si fruisce live ma soprattutto ci si può immergere nella sezione dedicata su RaiPlay e saltare in ogni dove senza soluzione di continuità: oltre allo spezzettamento dei blocchi di show nell’interezza ci sono anche, co…

Non è indispensabile districarsi a dovere tra Pennicanza, Sveglianza, Mattinanza, tra la radio che è anche tv nel pomeriggio e la tv che è anche radio alle 7 del mattino – o forse è il contrario ma, appunto, non è decisivo. L’importante è che in questi giorni tra Fiorello, Biggio e compagnia cantante e autorale sbuchi il tormentone supremo dei Cinque secondi di Bruno Vespa: sulla scia dei fantasmagorici cinque minuti con Olindo dell’originale, Fiore inanella false interviste-lampo a personaggi irraggiungibili e inquietanti, da Kim Jong Un a Tarzan, e il Vespa autentico scompare di fronte alla intraprendenza della parodia.

Fiorello insomma c’è sempre, e l’hellzapoppin’ di gag sparse tra mattina e pomeriggio si fruisce live ma soprattutto ci si può immergere nella sezione dedicata su RaiPlay e saltare in ogni dove senza soluzione di continuità: oltre allo spezzettamento dei blocchi di show nell’interezza ci sono anche, come modernità impone, la frantumazione delle singole clip. Che al palato più tradizionale possa risultare caotico e imprendibile il senso ultimo, è nelle cose. Ma del resto è lo stesso Fiorello che a un certo punto dice: e adesso voglio rievocare un momento di quando c’era il varietà davvero. E parte il numero con Jovanotti e Gianni Morandi a base di Siamo ragazzi fortunati, ed erano 25 anni fa. E guarda caso tra le gag migliori c’è l’autoparodia del karaoke (attenzione, sta per tornare su Mediaset e con Michelle Hunziker, nulla viene risparmiato alla voce nostalgia): Biggio si traveste come il Fiorello d’epoca e la satira a uso interno è strepitosa.

Morale, magari siamo già a rimpiangere la compattezza dei Viva Radio Due di qualche anno fa o di certe mattine-live che davano un senso alla giornata: ma Fiorello, all’età della super-ragione si mette a surfare sul mondo come è là fuori e ne estrae il distillato che consente ancora di divertirsi ogni santo giorno.

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No fake: da questa settimana Paolo Del Debbio tiene la rubrica della Posta del cuore sul settimanale Confidenze.

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