Se nella sfida della “new prima serata” Rai 1 e Canale 5 hanno raggiunto tra pacchi e ruota una sorta di parità/pace dei sensi, nel pre-serale va diversamente: L’Eredità di Rai 1 – dove l’impianto narrativo e la costruzione autorale non sono inferiori rispetto ad Affari Tuoi, anzi – si avvia a concludere una stagione da capogiro. E avvalorata dal recente annuncio sull’estate: dopo il Tg1 andrà in soffitta lo storico Techetechetè (fa un po’ impressione, essendo già soffitta di suo) e arriva la summer-versione della medesima Eredità. Lo slogan: non si molla una Ghigliottina.
Però con il recente ritorno su Canale 5 di Paolo Bonolis e l’ennesima edizione di Avanti un altro qualcosa cambia, si recupera qualche numero ma soprattutto lo sguardo d’insieme acquista un senso. Ovvero, i vari tentativi di contrastare il gioco di Liorni con analoghi tentativi di game brillanti vanno a sbattere contro la cor…
Se nella sfida della “new prima serata” Rai 1 e Canale 5 hanno raggiunto tra pacchi e ruota una sorta di parità/pace dei sensi, nel pre-serale va diversamente: L’Eredità di Rai 1 – dove l’impianto narrativo e la costruzione autorale non sono inferiori rispetto ad Affari Tuoi, anzi – si avvia a concludere una stagione da capogiro. E avvalorata dal recente annuncio sull’estate: dopo il Tg1 andrà in soffitta lo storico Techetechetè (fa un po’ impressione, essendo già soffitta di suo) e arriva la summer-versione della medesima Eredità. Lo slogan: non si molla una Ghigliottina.
Però con il recente ritorno su Canale 5 di Paolo Bonolis e l’ennesima edizione di Avanti un altro qualcosa cambia, si recupera qualche numero ma soprattutto lo sguardo d’insieme acquista un senso. Ovvero, i vari tentativi di contrastare il gioco di Liorni con analoghi tentativi di game brillanti vanno a sbattere contro la corazzata avversaria, e quindi tanto vale. La caciara di Bonolis e Laurenti, arricchita da un gruppone cangiante di comparse che Bonolis definisce in trasmissione “un impressionante cucuzzaro di umani relitti” conferma la natura primaria del programma: ovvero un freak-show dove se non si esagera nel provare e infondere vergogna, di quella sana, si perde identità – e assistere ai casting per selezionare tipi umani disposti a qualunque bizzarria dev’essere uno spasso. In più, certe trovate lessicali nei quiz che vengono proposti, nascono con ogni evidenza da riunioni autorali nelle quali la sobrietà è bandita. Ma appunto quello è il suo bello e forse il suo buono: se non riesci a battere il nemico, quanto meno prova a farti beffe della sfida in sé, vivendo la vita, e la tv, a modo tuo.
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Polemiche dopo aver scoperto che al ministero di Salvini hanno sottoscritto l’abbonamento alla pay tv per guardare le partite di calcio. Il vero scandalo è però nella scelta del tipo di contratto, ovvero quello lussuoso di Sky riservato ai bar e locali pubblici (che strana idea del ministero). Quello con Dazn costa molto meno. E con dieci euro in più al mese si vede anche via satellite.