La fabbrica dei sogni è ancora lì, appena ridimensionata rispetto al passato glorioso che scavalla il quarto di secolo: la finale è il consueto concentrato di cose liofilizzate tra musica e danza – versioni di capolavori ristrette in un minuto e mezzo, a ritmo implacabile. E però quando entra Giulia Stabile, danzerina vincitrice cinque anni fa ed è reduce dai tour con quel fenomeno planetario che è Rosalia, altro che il sogno.
Tocca anzi ringraziare – forse – che il magnete di Amici riesca ad attirare ancora pezzi di meglio gioventù in un contesto nel quale lo scroll verticale (la piaga dei nostri tempi) arriva semmai dopo la preparazione e le esibizioni invece di precedere e occupare tutto quanto. Pazienza se i virgulti che cantano sembrano tutti alla rincorsa di Ultimo (Ultimo sarà sempre il penultimo): per Sanremo si vedrà, ma quando i coreografi delle Academy mondiali offrono gli stage ai concorrenti danzanti sembra di stare ancora nel benefico secolo, nonché millennio, precedente…
La fabbrica dei sogni è ancora lì, appena ridimensionata rispetto al passato glorioso che scavalla il quarto di secolo: la finale è il consueto concentrato di cose liofilizzate tra musica e danza – versioni di capolavori ristrette in un minuto e mezzo, a ritmo implacabile. E però quando entra Giulia Stabile, danzerina vincitrice cinque anni fa ed è reduce dai tour con quel fenomeno planetario che è Rosalia, altro che il sogno.
Tocca anzi ringraziare – forse – che il magnete di Amici riesca ad attirare ancora pezzi di meglio gioventù in un contesto nel quale lo scroll verticale (la piaga dei nostri tempi) arriva semmai dopo la preparazione e le esibizioni invece di precedere e occupare tutto quanto. Pazienza se i virgulti che cantano sembrano tutti alla rincorsa di Ultimo (Ultimo sarà sempre il penultimo): per Sanremo si vedrà, ma quando i coreografi delle Academy mondiali offrono gli stage ai concorrenti danzanti sembra di stare ancora nel benefico secolo, nonché millennio, precedente – va detto che quando ne è sbucato uno ad annunciare con gioia al ragazzo “un mese di stage in Nuova Zelanda in agosto” il premiato non sembrava convintissimo. Ma forse era solo un’impressione.
Gli adulti nella stanza – coach, giudici, vip alla corte suprema di Maria De Filippi – nella finale fanno un deciso passo indietro, rimane solo il micidiale giochino di Cattelan con le parole, ma c’è Amadeus che morde il freno e occupa spazi vitali mentre là fuori Fiorello ulula alla luna invocando il suo ritorno nella tv per grandi. Amici ha chiuso spostandosi alla domenica, evitando la contrapposizione con Eurovision, mossa indispensabile. Tra il sabato sera su Rai1 e la domenica di Canale 5, la musica e lo show si sono presi share ragguardevoli. I numeri assoluti sono invece declinanti, ma chi non declina, ormai? E i casting per la prossima edizione sono già aperti.
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Effetti collaterali a Eurovision. Alla trentesima cantante che sale sul palco pensando di essere Shakira - e invece è a Eurovision - torna la promessa di ogni anno: “Bisogna rivalutare Sanremo e smettere di pensarne male”. E al febbraio successivo, invece, ci si ricasca sempre.