Il gruppo — assai cospicuo — di fedelissimi di Zerocalcare non ha alcun bisogno di segnalazioni in merito a Due spicci, la nuova serie animata appena disponibile per intero, otto episodi, su Netflix. A decine di migliaia, per esempio, sono convenuti domenica scorsa a Roma e hanno riempito il Circo Massimo per la festa di presentazione, con annessi concerti e in particolare un’ambientazione retro-qualcosa, con tutto l’immaginario possibile anni 80 e 90, a colpi di videogiochi, riferimenti e citazioni. L’universo millennial al quale Michele Rech, appunto Zerocalcare, appartiene e che tratta come base, contenuto, vite vissute, stati d’animo e d’alterazione della sua opera, spende per lui senza alcun problema la definizione di rockstar del fumetto di casa nostra.
Zerocalcare, un inedito di Coez nella nuova serie "Due spicci"
Due spicci è la sua terza serie animata per la pi…
Il gruppo — assai cospicuo — di fedelissimi di Zerocalcare non ha alcun bisogno di segnalazioni in merito a Due spicci, la nuova serie animata appena disponibile per intero, otto episodi, su Netflix. A decine di migliaia, per esempio, sono convenuti domenica scorsa a Roma e hanno riempito il Circo Massimo per la festa di presentazione, con annessi concerti e in particolare un’ambientazione retro-qualcosa, con tutto l’immaginario possibile anni 80 e 90, a colpi di videogiochi, riferimenti e citazioni. L’universo millennial al quale Michele Rech, appunto Zerocalcare, appartiene e che tratta come base, contenuto, vite vissute, stati d’animo e d’alterazione della sua opera, spende per lui senza alcun problema la definizione di rockstar del fumetto di casa nostra.
Zerocalcare, un inedito di Coez nella nuova serie "Due spicci"
Due spicci è la sua terza serie animata per la piattaforma e chiude una trilogia: su un canovaccio che raduna in veste animata l’autore medesimo, il fedele Armadillo (doppiato da Valerio Mastandrea) che ne fa da coscienza, il ristretto gruppo di amici, ma solo quelli senza se e ma. I guai economici di uno di loro, Cinghiale, portano ai Due spicci, ovvero quelli che, sarcasticamente, Zerocalcare ha messo da parte: ossia ciò che lo rende pressoché facoltoso e immensamente diverso dal resto di un gruppo al quale però resta attaccato cercando minuto per minuto di trovare una quadra per conciliare tutto.
Immergersi nella storia — dolce, amara, contrastatissima –può risultare estraneo a un pubblico altro, più maturo. Che però può, anzi deve, giocarsi un’altra carta: ovvero la spettacolare cura grafica e contenutistica del lavoro, con intersezioni da applausi a scena aperta, riferimenti continui e voli incomparabili nella fantasia e in un umorismo super. Tutto dentro un prodotto lavoratissimo, che forse nemmeno alla terza o quarta visione riesce a farsi afferrare per intero, nello stupendo marasma di citazioni e idee.
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Il gioco è anche quello dell’auto-sarcasmo citando Netflix e le sue serie. E decidendo, come fa il protagonista, di dichiarare Bridgerton inguardabile in partenza, per poi restarne soggiogati.