Quel martello frangivetro nelle carrozze dei treni: quello protetto da un vetro. Magari in parecchi hanno provato a risolvere l’enigma del suo utilizzo, ma per raccontare queste cose è meglio lasciar fare a Francesco Piccolo. Perché in un attimo il racconto diventa uno di quei Momenti di trascurabile (in)felicità che, variamente modulati, sono stati dei libri nella più pura tradizione, soprattutto anglosassone, della narrazione umoristica: evoluta sì, ma diretta a un pubblico popolare, benché al gradino superiore. Pescando così tra i mille paradossi che si incontrano ogni giorno nell’organizzazione delle cose umane, le trovate inesauribili di chi vuole mettere magari ordine nel mondo, e con le migliori intenzioni, producendo invece una miniera di aneddotica spesso esilarante.
Lo spettacolo dei Momenti — Francesco Piccolo medesimo sul palco impegnato nella lettura, insieme a Pierfrancesco Diliberto ovvero Pif, esecutore più che divertito — è passato in seconda serata di Rai 3 giovedì, …
Quel martello frangivetro nelle carrozze dei treni: quello protetto da un vetro. Magari in parecchi hanno provato a risolvere l’enigma del suo utilizzo, ma per raccontare queste cose è meglio lasciar fare a Francesco Piccolo. Perché in un attimo il racconto diventa uno di quei Momenti di trascurabile (in)felicità che, variamente modulati, sono stati dei libri nella più pura tradizione, soprattutto anglosassone, della narrazione umoristica: evoluta sì, ma diretta a un pubblico popolare, benché al gradino superiore. Pescando così tra i mille paradossi che si incontrano ogni giorno nell’organizzazione delle cose umane, le trovate inesauribili di chi vuole mettere magari ordine nel mondo, e con le migliori intenzioni, producendo invece una miniera di aneddotica spesso esilarante.
Lo spettacolo dei Momenti — Francesco Piccolo medesimo sul palco impegnato nella lettura, insieme a Pierfrancesco Diliberto ovvero Pif, esecutore più che divertito — è passato in seconda serata di Rai 3 giovedì, e era davvero in orario della vecchia seconda serata di Rai 3. L’altro pozzo senza fondo da cui attingere per elencare — con gran gusto dei tempi comici e di quella che in fondo è esibizione da stand up comedian — sono i rapporti umani, famigliari soprattutto, saltando tra le coordinate che vanno dalle assemblee dei genitori a scuola a quelle di condominio, la cui mitica “prima convocazione” rimane uno dei caposaldi del nostro tempo. E quando si va sul personale dell’autore, sceneggiatore di gran talento e successo, l’intreccio tra beghe di famiglia, il Quirinale e il David di Donatello regala altri sorrisi, di quelli larghi. Piccolo si dice sorpreso, ma ben contento, del fatto che la sua narrazione in prima persona sul palco abbia fatto pensare a un’identificazione totale del personaggio. È così e questo pareggia, al passaggio in tv, il (piccolo) problema di uno spettacolo che è teatro e recital e di televisivo ha poco, risultando estraneo al piccolo schermo. Fermo restando che il problema della tv sono i soliti noti, non certo gli estranei.
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Le novità dei palinsesti estivi in tv equivalgono all’invito: “Ci vediamo a settembre”.