Forse non ha giovato al debutto della nuova stagione di Noos la robusta partenza con Alberto Angela a colloquio con Christopher Nolan e Matt Damon, ovvero i due dell’imminente Odissea — forse il film più giudicato di tutti i tempi prima ancora dell’uscita. Eppure un senso c’era eccome: ed è quello alla base dello storico metodo Angela, valido anche per tutto il resto della puntata. Ovvero prima si bada al sodo, si ascoltano gli esperti, o i protagonisti come in questo caso: perché Omero, perché Ulisse, fateci capire cosa c’è alla base di tutto questo. Se poi qualcuno vuole proseguire per conto proprio, in quanto lo divertono solo le dichiarazioni (invero un po’ così) dell’attrice nera Lupita Nyong’o che cavalca il wokismo — tema su cui Omero era probabilmente un minimo impreparato — faccia pure, qui purtroppo il tempo corre e bisogna passare ad altri argomenti.
Il “niente fuffa” ma semmai, anche un sano divertimento divulgativo, è il segno ricercato da Angela per Noos, che sarebbe l’…
Forse non ha giovato al debutto della nuova stagione di Noos la robusta partenza con Alberto Angela a colloquio con Christopher Nolan e Matt Damon, ovvero i due dell’imminente Odissea — forse il film più giudicato di tutti i tempi prima ancora dell’uscita. Eppure un senso c’era eccome: ed è quello alla base dello storico metodo Angela, valido anche per tutto il resto della puntata. Ovvero prima si bada al sodo, si ascoltano gli esperti, o i protagonisti come in questo caso: perché Omero, perché Ulisse, fateci capire cosa c’è alla base di tutto questo. Se poi qualcuno vuole proseguire per conto proprio, in quanto lo divertono solo le dichiarazioni (invero un po’ così) dell’attrice nera Lupita Nyong’o che cavalca il wokismo — tema su cui Omero era probabilmente un minimo impreparato — faccia pure, qui purtroppo il tempo corre e bisogna passare ad altri argomenti.
Il “niente fuffa” ma semmai, anche un sano divertimento divulgativo, è il segno ricercato da Angela per Noos, che sarebbe l’avventura della conoscenza: la qual cosa ne fa un programma che superficialmente può apparire scontato nei modi e invece è ambiziosissimo proprio nel credere fortemente, e ancora, alla ragionevolezza assoluta come imperativo. Da segnalare, proseguendo la puntata, la cospicua trattazione sul tema della longevità, compresi gli investimenti dei miliardari di Silicon Valley che inseguono l’immortalità. L’esperto in studio fa presente che eventuali metodi efficaci per il fine-vita-mai necessitano della presenza di cellule letali. Discreto paradosso. Ma il top è quella signora americana che le sta provando tutte per invecchiare più lentamente: e proclama di aver rallentato il decadimento al 75 per cento rispetto al normale. Però, per arrivarci, sta chiusa un paio d’ore ogni giorno in una camera iperbarica. Il saldo finale ha l’aria di un tristissimo pareggio.
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Matt Damon racconta ad Angela la scoperta dell’Odissea originale da parte dei partecipanti al gigantesco progetto cinematografico. “Un membro della troupe mi ha detto che è il miglior libro mai scritto sul disturbo da stress post-traumatico”. Forse il prossimo adattamento conviene affidarlo a lui.