Gli americani di IndieWire propongono tre motivi possibili per continuare a seguirlo: curiosità morbosa, nostalgia mal riposta, incrollabile ottimismo. Una volta scelto il proprio – e non è bello rivelarlo in pubblico – allora si va su Netflix dove è arrivato da poco nella benemerita sezione degli stand-up comedians di rilevanza mondiale, questo Ridiculous. Ovvero lo show di Louis C.K., quello che è transitato anche in alcuni teatri italiani pochi mesi fa e che, una volta compiuto il suo giro mondiale, ovvero spolpato all’osso il pubblico pagante, arriva su Netflix per l’archiviazione definitiva. L’anno prossimo saranno dieci anni dal fattaccio: Louis C.K., il comedian più clamoroso sul pianeta (autore e protagonista peraltro della bellissima serie Louie) viene denunciato in contemporanea da cinque donne per molestie. Sull’entità delle quali si sono aperti dibattiti, lui non ha mai negato né ostentato troppo il concetto di consenziente, la leggenda dice che quel giorno svanirono contr…
Gli americani di IndieWire propongono tre motivi possibili per continuare a seguirlo: curiosità morbosa, nostalgia mal riposta, incrollabile ottimismo. Una volta scelto il proprio – e non è bello rivelarlo in pubblico – allora si va su Netflix dove è arrivato da poco nella benemerita sezione degli stand-up comedians di rilevanza mondiale, questo Ridiculous. Ovvero lo show di Louis C.K., quello che è transitato anche in alcuni teatri italiani pochi mesi fa e che, una volta compiuto il suo giro mondiale, ovvero spolpato all’osso il pubblico pagante, arriva su Netflix per l’archiviazione definitiva. L’anno prossimo saranno dieci anni dal fattaccio: Louis C.K., il comedian più clamoroso sul pianeta (autore e protagonista peraltro della bellissima serie Louie) viene denunciato in contemporanea da cinque donne per molestie. Sull’entità delle quali si sono aperti dibattiti, lui non ha mai negato né ostentato troppo il concetto di consenziente, la leggenda dice che quel giorno svanirono contratti per 35 milioni di dollari.
Louis C.K. è ripartito, in versione ovviamente più raccolta, ha inserito la sua vicenda personale in molte gag e a quel punto ha messo i suoi vecchi, ma anche nuovi, estimatori di fronte alle tre opzioni di cui sopra. Siate presi da curiosità morbosa, nostalgia deprecabile oppure ottimismo dovuto a ingenuità patologica, Louis C.K. è sul palco, a portata di Netflix. Ognuno valuterà la consistenza dello show: qui ci si limita a constatare la fatica di molte gag, ma anche l’abbandonarsi senza ritegno a certe risate che si pretendono liberatorie. Di certo – e vale per molti comedians della sua generazione – anche la burla più disturbante, e ve ne sono parecchie, ormai passa come atto dovuto: si prova un qualche brivido, e un secondo dopo si pensa “beh, ovvio”. E si finisce a gustare, e qui c’entra la nostalgia mal riposta, la tecnica sopraffina delle pause e della mimica che le accompagna. Un po’ poco, ma è una storia che ormai è andata così, quella con Louis C.K.
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Fuori show, dal suo repertorio recente: “Ho fatto l’esame dell’Aids. Non faccio sesso da anni, ma volevo una buona notizia”. E mentre si ride nostalgici, arriva la chiusa: “E comunque ho l’Aids”.