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L’eredità non funziona dopo cena

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Il programma di Rai 1, perfetto nella sua scansione storica, è stato alleggerito da siparietti di marca estiva abbastanza insensati
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Difficilmente verrà ricordata come l’idea del secolo quella di creare su Rai 1 la versione estiva del glorioso L’eredità. E di scaraventarla, in modalità Enrico Toti con stampella, dopo il Tg1, contro la corazzata di Gerry Scotti con la Ruota della fortuna su Canale 5: dove peraltro non si sono sognati nemmeno per un attimo di fermare la gallina rotante dalle uova d’oro — a occhio potrebbero aver già registrato puntate fino all’estate del 2036. Definito sobbollito per sempre il Techetechetè dei bei tempi, spaventati dalla concorrenza e obbligati a fermare Affari tuoi (Stefano De Martino ha anche Sanremo in pista ed è uno solo) il ragionamento è stato ultra-basico: prendere il meglio che c’era in giro e adattarlo alla nuova esigenza.

A quel punto, anche per non far saltare …

Difficilmente verrà ricordata come l’idea del secolo quella di creare su Rai 1 la versione estiva del glorioso L’eredità. E di scaraventarla, in modalità Enrico Toti con stampella, dopo il Tg1, contro la corazzata di Gerry Scotti con la Ruota della fortuna su Canale 5: dove peraltro non si sono sognati nemmeno per un attimo di fermare la gallina rotante dalle uova d’oro — a occhio potrebbero aver già registrato puntate fino all’estate del 2036. Definito sobbollito per sempre il Techetechetè dei bei tempi, spaventati dalla concorrenza e obbligati a fermare Affari tuoi (Stefano De Martino ha anche Sanremo in pista ed è uno solo) il ragionamento è stato ultra-basico: prendere il meglio che c’era in giro e adattarlo alla nuova esigenza.

A quel punto, anche per non far saltare la mosca al naso a molti spettatori che si godono L’eredità preserale e dopo cena invece non gli va (con un sentiment al limite dell’accesso di gelosia) il programma perfetto nella sua scansione storica è stato alleggerito — in realtà il contrario — da siparietti di marca estiva, balletti, ospiti e così via. Il risultato è uno spinoff abbastanza insensato, pur mantenendo fermi i giochi di punta — la visione consigliata: si guarda su RaiPlay il giorno dopo quando si ha una mezz’oretta, si scorre il cursore tra le tre Sfide a due e poi si atterra sulla Ghigliottina.

Come forse prevedibile, il pubblico dei Pacchi ha deciso di non volerne sapere — e francamente non si riescono a immagine due categorie antropologicamente più distanti tra chi si diverte con i vecchi e sani giochi enigmistici e chi ama invece il meccanismo pulp dell’azzardo purissimo, quello nel quale si vincono soldoni anche se hai ripetuto quattro volte la prima media. E i fedelissimi dell’Eredità si sono messi a pensare all’autunno, disorientati e indecisi sul da farsi. Risultato, andava meglio Techetechetè. Tra i peccatucci di casa Rai questo è decisamente tra i minori, però, appunto, peccato.

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“Andarci vicino conta solo a bocce” (Thomas Ceccon in tv dopo la medaglia d’argento agli Europei di nuoto).

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