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Il giovane Montalbano, quel passo di scrittura che sfiora il sublime

Michele Riondino nella seria "Il giovane Montalbano" 

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L’unico caso in cui il concetto di “stanca replica” evapora del tutto. Un ottimo Michele Riondino e Camilleri stesso a sovrintendere la resa tv
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Quella luce che illumina, solitaria, le sere d’estate Rai ha il marchio più solido degli ultimi decenni: Montalbano. In questo caso quello giovane, interpretato da Michele Riondino per due stagioni realizzate ormai dieci anni fa. Ed è in questo rarissimo, anzi unico caso che il concetto di stanca replica evapora del tutto: il pubblico, quello da tv estiva, accorre e arrivano numeri degni, quasi il 20%, 2.200mila spettatori di fine agosto. E soprattutto felici.

Sono appunto passati più di dieci anni: era il 2015 e lo spin-off del Montalbano originario dimostrava, con tutte le scaltrezze e l’avvedutezza del caso, di reggere eccome, con Camilleri stesso a sovrintendere alla resa tv e un più che credibile Riondino nel ruolo di protagonista: e, con scelte singole assai mirate, gli emuli giovani dei personaggi amatissimi del Montalbano adulto. Catarella giovane che sfonda le porte giovani, Mimì Augello giovane (Alessio Vassallo), ovviamente con ancora maggiore carica da sciupafemmine, il di…

Quella luce che illumina, solitaria, le sere d’estate Rai ha il marchio più solido degli ultimi decenni: Montalbano. In questo caso quello giovane, interpretato da Michele Riondino per due stagioni realizzate ormai dieci anni fa. Ed è in questo rarissimo, anzi unico caso che il concetto di stanca replica evapora del tutto: il pubblico, quello da tv estiva, accorre e arrivano numeri degni, quasi il 20%, 2.200mila spettatori di fine agosto. E soprattutto felici.

Sono appunto passati più di dieci anni: era il 2015 e lo spin-off del Montalbano originario dimostrava, con tutte le scaltrezze e l’avvedutezza del caso, di reggere eccome, con Camilleri stesso a sovrintendere alla resa tv e un più che credibile Riondino nel ruolo di protagonista: e, con scelte singole assai mirate, gli emuli giovani dei personaggi amatissimi del Montalbano adulto. Catarella giovane che sfonda le porte giovani, Mimì Augello giovane (Alessio Vassallo), ovviamente con ancora maggiore carica da sciupafemmine, il diligentissimo Fazio, la Livia giovane (Sarah Felberbaum). E su tutto, un passo di scrittura e sceneggiatura che rasenta un equilibrio sublime, la migliore fiction generalista di Rai 1 – i passaggi comici trattenuti, alla Camilleri, divertono come nient’altro e commuovono quasi, a ripensarci.

Visti i numeri, a Rai 1 hanno avuto uno scatto non consueto e hanno proseguito con la seconda stagione. Primo episodio da due racconti brevi di Camilleri, titolo a cui non si sfugge: L’uomo che andava appresso ai funerali. Delitti e miserie a Vigata e, nel finale, l’ispirazione da quel libro sullo scaffale di casa del commissario (Leonardo Sciascia, A ciascuno il suo) con l’intuizione giusta per risolvere uno dei misteri. Lunedì prossimo si replica, proseguendo in stagione, e illuminando ancora questa inclassificabile estate televisiva.

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Ne ha parlato Sigfrido Ranucci. Si suppone, per scherzo. Ma l’ipotesi di avere uno spazio informativo durante il Festival di Sanremo sarebbe l’evento del secolo e farebbe il 98 per cento di share.

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