Alla base di tutto c’è quel verbo ad alto rischio: scrollare. Da tempo è l’occupazione più comune per gli umani nostri contemporanei, esploso soprattutto con l’avvento di Tik Tok. Significa tenere ben saldo lo smartphone e usare il pollice, per quanto opponibile, nello scorrimento di immagini e, più raramente, parole scritte.
Dallo scoprire che l’umanità gradiva parecchio alla creazione di contenuti appositi è stato un attimo. E ora sono arrivati anche da noi i cosiddetti Microdrama, ovvero fiction in formato mini che si seguono appunto scrollando, in casa, sull’autobus, per strada, in qualunque luogo (usando prudenza) in cui si possa scrollare. Mediaset con un atteggiamento che si può sintetizzare “con circospezione, ma andiamo nel futuro”, ha disponibili sul suo sito Infinity – gratuitamente – le prime sei mini-fiction create apposta per lo scrollo, quasi tutte realizzate in Turchia, si va dal melò, alla soap, al thriller. Ogni episodio dura sui due minuti, ognuna ne ha una cinquant…
Alla base di tutto c’è quel verbo ad alto rischio: scrollare. Da tempo è l’occupazione più comune per gli umani nostri contemporanei, esploso soprattutto con l’avvento di Tik Tok. Significa tenere ben saldo lo smartphone e usare il pollice, per quanto opponibile, nello scorrimento di immagini e, più raramente, parole scritte.
Dallo scoprire che l’umanità gradiva parecchio alla creazione di contenuti appositi è stato un attimo. E ora sono arrivati anche da noi i cosiddetti Microdrama, ovvero fiction in formato mini che si seguono appunto scrollando, in casa, sull’autobus, per strada, in qualunque luogo (usando prudenza) in cui si possa scrollare. Mediaset con un atteggiamento che si può sintetizzare “con circospezione, ma andiamo nel futuro”, ha disponibili sul suo sito Infinity – gratuitamente – le prime sei mini-fiction create apposta per lo scrollo, quasi tutte realizzate in Turchia, si va dal melò, alla soap, al thriller. Ogni episodio dura sui due minuti, ognuna ne ha una cinquantina, scrollando vanno via in poco tempo. E, meraviglia, ogni micro-episodio si chiude con un piccolo colpo di scena, in modo che a quel punto fermare il pollice diventa quasi impossibile e si cade dritti in quello successivo.
La prova decisiva, nei prossimi giorni. A Mediaset hanno ripescato dal passato due fiction di successo: Il peccato e la vergogna, starring Gabriel Garko, e Rosy Abate, con Giulia Michelini poliziotta antimafia. Sono state adattate alla modalità scrollo e non dev’essere stato semplice. La visione verticale obbliga a eliminare scene – i primi piani, ad esempio – concepite per schermi assai più grandi. Ma la promessa è quella di aver salvaguardato il senso.
Ora, siccome non si può passare la vita ad avere orrore del presente – e si fa la figura dei novecenteschi incalliti – si rimane curiosi per le evoluzioni. Un giorno chissà, magari ogni nuova fiction uscirà in contemporanea sia per la tv che in versione per smartphone. È il futuro: scrollarselo di dosso non sarà semplice.
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“Scuola. Meloni trova sintesi con Tajani: “Usare tessuto dei veli islamici per allungare le gonne” (Lercio.it).