Il concetto è quello dei satirici della politica in netta difficoltà, crescente, nel rincorrere la politica vera, sempre più ricca di esibizioni che vanno oltre la satira stessa. Ed è vecchio di anni, salvo registrarne la recrudescenza in una corsa senza fine. O meglio, ormai l’immagine è quella del satirico e del politico che si rincorrono intorno a un tavolo a velocità folle, rendendo impossibile distinguerli.
Crozza/Vannacci: "Dalle sponde della Calabria è ufficialmente salpata la corazzata Vannacci"
Ennesimo esempio il ritorno di Fratelli di Crozza – il venerdì sera su Nove – con una puntata nella quale il capocomico e i suoi non sapevano da che parte iniziare (e hanno deciso di saltare la questione Ranucci, seppur parodiato, e con una certa efficacia, nei promo dei giorni scorsi).
C’era tutto il repertorio dell’estate da saccheggiare, una coppia principe indiscussa …
Il concetto è quello dei satirici della politica in netta difficoltà, crescente, nel rincorrere la politica vera, sempre più ricca di esibizioni che vanno oltre la satira stessa. Ed è vecchio di anni, salvo registrarne la recrudescenza in una corsa senza fine. O meglio, ormai l’immagine è quella del satirico e del politico che si rincorrono intorno a un tavolo a velocità folle, rendendo impossibile distinguerli.
Crozza/Vannacci: "Dalle sponde della Calabria è ufficialmente salpata la corazzata Vannacci"
Ennesimo esempio il ritorno di Fratelli di Crozza – il venerdì sera su Nove – con una puntata nella quale il capocomico e i suoi non sapevano da che parte iniziare (e hanno deciso di saltare la questione Ranucci, seppur parodiato, e con una certa efficacia, nei promo dei giorni scorsi).
C’era tutto il repertorio dell’estate da saccheggiare, una coppia principe indiscussa (Tajani e Vincenzo De Luca) per non dire del generale Vannacci, ovvero colui che rischia davvero di diventare inattaccabile da lazzi e frizzi, comunque inferiori al modello reale (a parte, poi, un Lollobrigida ormai di maniera che non fa più ridere nessuno, nemmeno nella realtà). Quanto a De Luca, il suo divertirsi, nella comunicazione di sé stesso, a rincorrere, lui, Crozza è ormai oltre il plateale e dichiarato.
E però la risultante è che nel programma si abbandona la fatica, il materiale è tutto lì a disposizione e basta un gruppo di autori collaudati per sparigliare almeno un po’ la realtà, dichiarando la missione compiuta con poca spesa. Fratelli di Crozza rimane immobile, il mattatore e gli altri hanno abbandonato certe velleità quasi da musical del passato, i siparietti si ripetono uguali, pescando ogni volta dal mazzo, coltivando la fiducia in un pubblico che vuole (ma sarà davvero così?) solo quello e non chiede di più – e chissà quanto gradisce i pistolotti su questioni serissime.
Quelli del canale Nove, esauriti gli esperimenti alla Amadeus, stanno rinforzando la stagione aggiungendo la prima serata del mercoledì con il Tavolo di Fabio Fazio. Crozza, unica altra punta di diamante, resiste nella sua oasi protetta e inattaccabile, il contributo alla causa è però ormai davvero scontato.
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“La pista serial killer sui gatti scomparsi” (Titolo del Tg1).